La Vergine Nera


Uscimmo, ma in quella circostanza, di ciò che mi stava a cuore, praticamente non ne facemmo parola. Era bello vederla, mentre toglieva i veli che oscuravano lo splendore della sua Anima. Alla domanda, relativa al perché e a causa di chi avesse cominciato a drogarsi, rispose: «Fu immediatamente dopo una furiosa lite con mia madre, ma non ho mai voluto dirglielo: se dovesse soffrire per il rimorso, non me lo perdonerei.»
Mi venne alla mente il colloquio con suo padre, le sue parole al telefono la sera prima: «L’ultima volta che ci siamo visti, mi sono vergognato tre mesi per come si è comportata…»
«Mio padre, lo adoro.»
Sembrò avermi letto nel pensiero e in seguito mi accorsi di come talvolta ne fosse veramente capace.
Trascorremmo una giornata intera a parlare, io a porle domande sugli argomenti più diversi, lei orgogliosa di scoprire di essere certa nelle sue risposte. Era buio quando la riportai a casa, prima di scendere, si girò e con fare amichevole volle baciarmi sulla guancia.
«Ferma! Non devi farlo, non mi devi toccare, devi stare ad almeno una spanna da me, ricordalo, se quanto abbiamo stabilito si realizza, il tuo ragazzo non deve trovare niente da obiettare, nessuno dovrà poter dire alcunché.»
Il nostro accordo consisteva in due clausole molto semplici: lei avrebbe usufruito della mia ospitalità in cambio dei suoi servizi domestici.
Il patto occulto, di cui pochissimi erano a conoscenza, prevedeva che lei dovesse collaborare alla stesura del capitolo di cui sarebbe stata la protagonista; mentre, era un nostro segreto, la sua promessa di aiutarmi a rintracciare l’anello rubato dalla mia casa.
Si trattava di una vera matrimoniale, acquistata in Corso Italia per la somma di 666.000 lire che avevo in mente di donare alla mia sposa al momento del suo risveglio spirituale. L’anello spettava di diritto solo a colei che eternamente colma le mie pagine bianche. La donna che da sempre sa apparire nei sogni dell’uomo, colei che da sempre mi cerca e si lascia cercare. Avrei atteso anche se il suo sonno fosse durato mille anni.
La mia decisione era presa, a Laura, essendo dotata di una ferrea memoria, sarebbe spettato il compito di rammentarmi le situazioni che necessariamente avremmo condiviso. In particolare riferire cosa l’avesse turbata durante i dialoghi intercorsi tra noi per il tempo che ci saremmo frequentati. Le consigliai di prestare sempre la massima attenzione, probabilmente le avrei richiesto di ricordare ogni parola pronunciata nelle diverse circostanze e ogni sensazione da lei sperimentata. La convinsi che ritenevo importanti anche i minimi particolari. Per poter immettere nel computer quello che, le assicurai solennemente, sarebbe stato un breve ma straordinario periodo della sua vita, avevo assoluto bisogno di conoscere le sue impressioni.
Trattandosi della donna di un altro, la consideravo intoccabile; essendo sposato, ero parte di un altro essere e non avrei potuto disporre del mio corpo a mio piacimento.
Lei avrebbe riso assieme a me delle bassezze che di certo altri avrebbero pensato. Era una gioia anche impedire ad altri di continuare a lanciarle del fango addosso impunemente.
In quei giorni, la materia che la ricopriva iniziava a dissolversi e cominciai a vederla: la sua anima era straordinaria ma non me ne meravigliai, poiché le scritture sono chiare dove si afferma che alcuni tra gli ultimi sarebbero stati tra i primi.
Chi poteva esser sceso più in basso, – mi ritrovai a pensare – le scritture, che sono semplicemente il dizionario della saggezza popolare, non hanno sbagliato fino a questo momento, non è pertanto possibile che stia ingannandomi nei suoi confronti: lei mi crede, nonostante la metta in guardia, le consigli di non fidarsi ciecamente, e sia sempre e solo lei a valutare attentamente ogni cosa che dico. Ha capito che esiste veramente ciò che sostengo da sempre: un Amore incredibilmente diverso da quello comunemente descritto.

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