Il seme del Maligno


Ora ne avevo le prove, il seme che avevo gettato iniziava a germogliare; nuove radici-idee, si estendevano e si rafforzavano propagandosi velocemente nella base sociale. In alto, le gemme, ossia la rappresentazione dei potenti, iniziavano a schiudersi. Solo pochi individui aprivano lentamente gli occhi davanti a un astratto e inatteso pericolo. Avendo modo di parlarne con persone ricettive, ironicamente mi dichiaravo soddisfatto; per quanto astratto e inatteso sempre di pericolo si trattava per loro. Dopo tante cocenti sconfitte, vantavo finalmente la prima vittoria grazie a una antichissima tecnica ancora in uso nel Tibet, al mio “fanatismo” di tipo islamico e a una profonda fede cristiana.


Ora la meta, la stessa che in realtà ogni credo persegue, sarebbe stata raggiunta grazie a una sofisticatissima arma psicologica. Sempre con la stessa arma avrei eliminato le contraddizioni che impediscono agli estremi, ossia le menti più acute, di fondersi nell’armonia e divenire quelle note che compongono le liriche più ispirate di ogni credo.
Adesso verrà utile illustrare i passi profetici che anticipavano appunto quella semina. Per tale operazione va intesa la diffusione di concetti che parevano allora privi di senso; essi furono instancabilmente ripetuti per anni, fino a quando iniziarono inevitabilmente a essere accettati da altri.
Quelle idee solitarie, come alte vette innevate, erano inserite da tempo nei libri più ispirati, però non è giusto tediarvi e ne cito solo alcune:

I principi ignoranti(governanti) disapproveranno i più dotti nelle cose celesti (modus-vivendi spirituale) saranno puniti di editto, cacciati come scellerati e uccisi là dove saranno trovati… La grande società ed esercito dei Crociferi sarà fondata in Mesopotamia, (Italia) dal fiume (di gente) vicino (simpatizzanti) la compagnia leggera (guerriglieri) che tale legge riterrà nemica… Di filosofi setta nuova, morte disprezzanti, oro onori e ricchezze. Confinanti non saranno dei Germani monti, incitamento e appoggio dai simpatizzanti avranno.» (Nostradamus: 4/18-3/61)

Per comparare le parole di queste quartine con gli eventi successi in Italia negli ultimi decenni e scoprirne le analogie, è necessario anzitutto ricordare che il famoso veggente, nella lettera di presentazione inviata con le sue centurie all’allora Re di Francia Enrico II, avverte che per Mesopotamia si deve intendere la regione europea compresa fra il 37 e il 42 parallelo: come dire la nostra penisola. Molti veggenti d’altro canto, hanno visto la nascita in Italia di qualcosa che avrebbe determinato uno sconvolgimento planetario, chi una nuova religione, chi un nuovo tipo di pensiero, chi un esercito composto solo dagli uomini migliori di tutte le Nazioni. Tra questi vi fu San Francesco di Paola, il quale, nel lontano 1482, scriveva a tale Simone dell’Alimena:

«Per virtù dello Spirito Santo, mi è concesso spirito di profezia, un vostro discendente sarà il duce della Santa Milizia, e non vi sarà al mondo nessun signore che non sia della Santa Milizia. Essi porteranno il segno di Dio vivo in petto ma molto di più nel cuore. Li primi che saranno di tal Santo Ordine saranno della città di Spoleti, essi diverranno fedelissimi dell’Altissimo. Ora che viene il tempo della grandissima e rectissima yustitia dello Spirito Santo, vuole la Divina Maestà che molti cittadini di Spoleti seguitino il Gran Principe della S. Milizia. Il primo che porterà scovertamente il Segno di Dio sarà di tal città, al quale sarà scritto e consigliato da un Santo Eremita che lo porti scoverto e scolpito nel core. Tal homo comenserà a investigare sottilissimamente li segreti di Dio sopra la gran visita e regimento che farà lo Spirictu Sancto nel mondo, per mezzo della Sancta Milizia. Handerà interpretando li sacri segreti e molte volte sarà ammirato avendo egli previsto li secreti dello Spirictu Sancto. O Spoletini, rallegratevi in gran maniera che tal Principe sopra li Principi e Re sopra li Re ve abbia da avere in grandissima gratia e coronato che sarà delle “tre” corone mirabilissime, exalterà tal città e faralla una delle prime città al mondo.» (San Francesco di Paola)

Il 13 Agosto 1496 il Santo scrive nuovamente all’Alimena:

«Magnifico Signore, verrà dopo di voi uno dei vostri discendenti, come più e più volte ho scritto e predetto per volontà dell’Altissimo. Tal uomo sarà gran peccatore nella gioventù, poi si convertirà al grande Iddio, dal quale sarà tirato come fu San Paolo. Vincitore del Drago si chiamerà… Sarà il gran fondatore di una nuova Religione, differente da tutte le altre, quale scompartirà in tre ordini, cioè di Cavalieri in Armi, di Sacerdoti meditanti in solitudine e di Ospitalieri piissimi. Sarà l’ultima Religione, e darà più frutti che tutte le altre. Estirperà tutti i tiranni del mondo, prenderà con la forza delle armi un grande Regno e farà un solo ovile e un solo pastore, darà al mondo un vivere santo e regnerà sino alla fine dei secoli. Il mondo tutto non avrà che dodici Re, un Papa compreso nei Dodici e pochissimi Signori [Nota 6] e questi saranno tutti Santi. Alleluia… Cristo benedetto, poiché a me indegno peccatore si è degnato donarmi spirito profetico con chiarissime profezie, non oscure, come agli altri suoi servi ha fatto scrivere oscuramente e dire. So che dagli increduli e gente prescrita saran fatte beffe delle mie lettere e non saranno prese per tali, ma sì, dai fedeli che aspirano alla Santità. Tali lettere genereranno soavità tali che si diletteranno a leggerle spesso e prenderne copia con grandissimo fervore, che tale è la volontà dell’Altissimo. In queste lettere si conoscerà chi è il Gesù e chi non lo è, chi è predestinato e chi è prescrito, e molto di più si conoscerà nell’epoca del Santo Segno di Dio vivo, e chi lo Amerà, sarà Santo di Dio… Altro non mi occorre.» (Ibidem)

A giudizio di chi scrive, l’attenzione dovrebbe esser rivolta in particolare su questa affermazione del Santo: “In queste lettere si conoscerà chi è il Gesù”. Il Frate intende dire con queste parole, ed è questa la spiegazione più plausibile, che tramite il contenuto dei suoi scritti, verrà riconosciuto colui che consapevolmente plasma la forma dell’energia che tutto pervade.
Non serve possedere l’intelligenza più acuta per sostenere che l’inserimento delle sue epistole, in un contesto come quello proposto in queste pagine, ha finalmente dato un senso alle sue affermazioni. Noi potremmo aggiungere che esse assumono solo in questo caso il senso più alto. Solo configurando gli scritti del santo all’interno del campo di ipotesi racchiuso in questo libro, la profezia sull’importanza e lo scopo delle sue stesse lettere si realizza appieno.
È quantomeno strano che un santo possa sostenere che un discendente dell’Alimena abbia a regnare nei secoli dei secoli. Questo particolare appare incomprensibile e continua a esserlo se non si associa il personaggio descritto dal Santo con il Gran Monarca annunciato da Nostradamus e la figura controversa che altri videro approssimarsi al tramonto di questa epoca: la figura della quale vi stiamo raccontando le gesta.

Immaginiamo che in queste pagine sia stata inserita una accurata ricerca araldica, si vedrebbe riconosciuta l’origine regale dell’autore e queste parole assumerebbero probabilmente maggior peso. Dobbiamo però ricordare quanto è stato già scritto:

“Potrei dirvi molto di più, infinitamente di più ma non lo farò, perché per raggiungere la consapevolezza è necessario agire”.

Con questo si intende che non è necessariamente buono l’uomo dagli occhi azzurri, ma quello che volontariamente tende la mano agli altri. Per questi ultimi, affinché procedano ulteriormente, è sufficiente il consiglio di credere che l’entità diabolica e quella divina, annunciate con nomi e attributi diversi dai veggenti, siano in realtà le facce di un’unica e irriproducibile medaglia.
Le parole di fra Francesco di Paola fanno scorgere uno degli obiettivi che caratterizzeranno l’inizio della Nuova Era: la consapevolezza del perché si sia stati sottoposti alla morte da tempo immemorabile ma, ancora più importante, si potrà realizzare che esistono traguardi posti ben al di là  degli ormai vetusti confini. Su altri segreti obiettivi, l’Umanità verrà prossimamente illuminata  dalla inesauribile Energia che un Avatar, disceso sotto un ponte, ha portato con sé.
Una tale eventualità è detta possibile da tutte le Religioni, da innumerevoli tradizioni sciamaniche, ma è stata creduta attuabile anche dai saggi vissuti ai tempi dell’antica Grecia e da quelli del più antico Egitto. Nei loro affascinanti racconti la troviamo spesso.
Lo splendore di tante comode teorie può farci perdere in sterili ricerche ma il caso ci fornisce uno spiraglio di luce su questo appassionante enigma. Dalle comuni interpretazioni della Bibbia, apprendiamo che dopo aver peccato l’uomo fu soggetto alla Signora con la falce, questo lo scordiamo facilmente, come scordiamo di chiederci cosa sia veramente il peccato.
Al crepuscolo della vita, assieme a tutto ciò che vive, siamo stati facile preda del male più o meno sofferto e infine della morte. Nei laboratori si è creduto di scoprire che ogni nostra sofferenza provenga da cause perfettamente note; pochi rimangono tenacemente attaccati all’idea d’una possibile causa insondabile ed evanescente al punto da ritenersi miracolosa, i più non notano neppure che in tanti casi clinici, chiaramente delineati, la cura risulta inefficace a dispetto delle previsioni.
Subentrano fattori conosciuti ma imprevedibili, potrà essere l’immediata risposta; la mia spiegazione invece è questa: siamo compenetrati, avvolti e cullati dal miracolo, dal trascendente e, la Causa Prima, con la quale possiamo consapevolmente interagire qualora ne riconosciamo l’esistenza, ci concede infinite possibilità; non ultima, quella di riprogrammare l’apoptosi in armonia con la dimensione in cui stiamo entrando.
Trascorsero parecchi anni da quando vergai questo concetto e, in merito alla possibilità di programmare le funzioni della cellula, altre intuizioni ci furono al riguardo. Il biologo Bruce H. Lipton riporta: Un istituto di ricerca australiano diretto da Cornell B. A. dimostrò che una membrana cellulare biologica era in grado di far apparire delle informazioni sullo schermo di un computer. La prima formidabile intuizione che ne deriva è che le cellule sono programmabili e la seconda che il programmatore è esterno al computer/cellula. (–la Biologia delle Credenze– pag. 104)
Nel 2006 la prova arrivò puntualmente grazie al premio Nobel Shinya Yamanaka che, riprogrammando delle cellule adulte, ottenne la loro trasformazione in cellule staminali.
Sarà dovuto al caso se fino a ora siete stati sordi alle parole, identiche alle mie, che il vostro Spirito ripete eternamente, perché le si ascolti e si veda la realtà da un’ottica non offuscata dai fumi della ragione, basta ipotizzare una forma mentis esente da ogni possibile turbamento, sarebbe la situazione ideale per evitare i tanti guai psicosomatici dovuti allo stress e stimati dalla medicina ufficiale attorno l’80% delle patologie complessive. In quella condizione, senza alcun particolare impegno, si possiede la classica salute di ferro.
Affermare di conoscere il nome, la quantità e la posologia della sostanza prodotta dal cervello che consente guarigioni immediate e inspiegabili con le attuali cognizioni scientifiche, certamente susciterà un riso beffardo su molti volti; è ancor più certo che quel ghigno derisorio diverrà, un giorno non lontano, una smorfia di rabbiosa sofferenza.
Oltre ai ghigni beffardi ci sarà la posizione scontata di chi ha assistito nelle corsie degli ospedali alla improvvisa guarigione di pazienti affetti da patologie mortali e incurabili; senza possedere uno straccio di spiegazione, si ostinano a rifiutare la possibilità che simili processi sfuggano alla legge di causa ed effetto. Hanno deciso che una ragione, anche fosse la più stupida .. c’è!
Pensiamo alla salute di ferro, arrivare a un tale risultato non è ancora molto. Lo stato mentale che consentirà di mantenere i processi biochimici corporei inalterati nel tempo, è una facoltà psichica che si manifesterà in settori sempre più vasti dell’umanità, essa può essere descritta come un senso di beatitudine che possiede la straordinaria caratteristica di perdurare molto a lungo nel tempo.
Abbiamo appreso che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma; ebbene, tra non molto alcune tra le leggi biochimiche saranno trasformate proprio dal Figlio dell’Uomo.
Saranno pochi quel giorno ad avere coscienza di agire di concerto con lui. Altri lo faranno a propria insaputa, altri ancora, cercheranno in ogni modo di evitare l’apertura della Porta che si affaccia su altre dimensioni. Per impedire che ci riescano, i più saggi faranno contemplare le possibilità dello Spirito a quanti alzeranno la testa per ascoltare finalmente le sue parole. Questo favorirà il mutamento auspicato e, a quel punto, le spiegazioni per quella circostanza chiamata morte, che oggi paiono soddisfacenti, saranno completamente scordate. Non potranno più esser prese a pretesto per giustificare un evento in realtà inesistente.
La percezione di un fatto luttuoso, al pari di ogni altra situazione, avviene su più livelli: come chi guarda l’orizzonte vicino alla riva vede solo una parte della mare, c’è quello che scrutandolo dall’alto di una montagna, ne ammira una porzione più vasta, abbiamo poi colui che contempla oltre la forma sferica del pianeta da un lontanissimo veicolo spaziale e gode di una visione spettacolare, infine, al livello più alto, troviamo chi vede con gli occhi dell’anima assiso sulla sua irraggiungibile spiritualità e contempla l’inspiegabile.
L’atto di vedere dunque, per tutta la successiva fase evolutiva farà in modo che ci si abitui all’idea di essere immortali. Accadrà dapprima a coloro che sapranno mantenere per il tempo necessario la semplicità dei bambini. Alludo a quella magica disposizione mentale che li porta a credere possibile anche l’evento più improbabile; una condizione come si è detto, sul tipo dell’esperienza dei mistici. In seguito, avranno accesso a quella che viene indicata come dimensione trascendente anche le menti più razionali e meno intuitive.
Progressivamente verranno coinvolte le altre forme viventi sulla terra, nel mare e nell’aria. Al termine, la materia che si pensa inanimata saprà anch’essa rivelare qualità insospettate.
Sbirciando nello specifico si può dire che la ricerca della conoscenza, nel caso venga suggerita da profondo altruismo, permetterà di sondare più proficuamente gli elementi che paiono rendere l’apoptosi un dato certo e, grazie al caso, si vedranno dissolvere le sue precedenti ragioni d’essere. Allora si avrà piena conferma dell’ipotesi di Max Plank, il grande fisico tedesco, formulata già da diversi decenni:
«–Non siamo autorizzati a pensare che esistano leggi fisiche che possano esistere in forma analoga nel futuro.–»
Da questa saggia considerazione vediamo che il campo delle ipotesi, relative al controverso tema biblico che tratta della vita eterna, presenta in realtà orizzonti inimmaginabili. Per quel passo, abbiamo trovato moltissime interpretazioni, e questo perché non si rammenta che le verità cercate per secoli spesso sono estremamente semplici. In effetti, è semplice riconoscere l’azione che isola dal male; l’atto che è condizione indispensabile affinché si stabiliscano le leggi biochimiche capaci di regolare la vita eterna di una semplice cellula e quella dell’organismo più complesso, è semplicemente quello di amare tramite l’intuito e non con la mente. Per iniziare ad amare a quel modo, non si deve necessariamente attendere l’Apocalisse, che come sappiamo significa rivelazione, è mia opinione infatti che sia più dignitoso farlo quando il timore di perdere ciò che ci preme non si sia palesato.
Va detto che il modo d’amare suggerito non è dei più comuni, come non può essere un uomo comune chi si dice disposto a rivelare che anche le piccole insignificanti cellule sanno essere immortali. Abbiamo la libertà di scegliere chi debba svelare i misteri dell’esistente, questo dono appartiene a ogni singolo uomo e a ogni singola cellula. Aurobindo a tale proposito rivela: “Nelle cellule del nostro corpo risiede un nascosto potere che vede l’invisibile e progetta l’eternità”.
Sarà mai possibile raggiungere l’immortalità? Sì, rendendo questa casa comune un luogo paradisiaco. Un posto dove lo sfruttamento del pianeta e dell’uomo sia definitivamente abolito e la giustizia sia frutto della consapevolezza. Chiunque vi impedisca di farlo, sia esso un amico, un padre, un Magistrato, un tutore dell’Ordine o un santo, vi nega ciò a cui siete destinati. L’impegno a realizzare un sogno, può essere sottoscritto dai verdi se viene considerato ciò che a questo proposito riferisce una antica profezia: «L’Anticristo sarà catturato dagli uomini verdi… » Catturare? O piuttosto affiancare? Un dilemma dovuto alla forma mentis del veggente? Un mistico che nonostante tutto indica chiaramente chi sta prendendo le difese di Gaia e di ciò che la rende così stupenda.) Un ambiente così concepito, che consiglio di realizzare e che appare come un paradiso, è capace di influenzare le cellule fino al punto di determinarne l’immortalità. (vedi lo studio della filosofa Eva Jablonka e della biologa Marion Lamb: Epigenetic Inheritance and Evolution – The Lamarckian Dimension, 1995)

«L’Anticristo spanderà il suo veleno promettendo l’immortalità agli uomini.»

Ciascuno sceglie di assumersi i compiti di cui si ritiene all’altezza, quello di gestire l’energia dell’amore, un sentimento sul quale c’è ancora molto da dire, richiede il massimo impegno; mentre quello di apprendere i concetti più ostici, servendosi di melodie, può esser visto come un gioco a cui tutti possono partecipare.
Prima di chiudere questa ennesima parentesi saggistica, si suggerisce al lettore che è opportuno continuare a seguire gli intrecci di questa storia, servendosi di un sottofondo musicale.
Una musica che si adatti al racconto, in modo che i concetti inseriti vengano assimilati a livello subliminale, risparmiandovi così le amare esperienze che attendono chi cammina sul sentiero in solitudine.

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