La nascita dell’Anticristo

gargoile_trasparente«Un uomo giusto e pio, oriundo della Galizia sarà Papa. Esso precederà il Gran Monarca di due anni circa.» Anonimo, 1490

Capitò per caso che rintracciassi questa profezia mentre procedevo alla stesura di un manoscritto, redatto con lo scopo di partecipare già nel lontano 1980, al concorso letterario -Il Leone di Muggia- e a mezzo del quale dichiaravo pubblicamente una possibile verità che tendeva a divenire, grazie a delle curiose coincidenze, sempre più probabile. Ero già fermamente intenzionato a riproporre più estesamente per iscritto, affinché venisse verificato, quello che andavo da tempo affermando. Avrei riportato i primi riscontri e gli eventi che intuivo sarebbero accaduti nel corso degli anni; gli straordinari eventi sincronici che avrebbero supportato una tesi altrimenti improponibile.
L’Anticristo, allora scrivevo, quella figura inquietante che fu chiamata il Gran Monarca o la Bestia dell’Apocalisse, secondo alcuni mistici e numerosi veggenti, avrebbe scelto proprio questa epoca particolarmente travagliata per celarsi in qualcuno al fine di raggiungere il suo iniziale obiettivo. Suggerivo ovviamente di riflettere su quanto alcuni avevano previsto: “egli si dichiarerà all’età di trent’anni e parlerà del compito che lo attende per un periodo di trentasei mesi”. Il tempo necessario a raggiungere l’età del Cristo al momento della sua crocifissione allo scopo di calcarne le orme; ma, a differenza del suo ispiratore, dovrà poi continuare la sua strenua lotta armato della sola sapienza. La sua guerra durerà ventisette anni, al termine dei quali dominerà incontrastato. Queste pazzesche affermazioni, che possono avere un senso solamente se vengono poste in riferimento al percorso storico dell’Umanità, furono scritte quando erano da poco trascorsi due anni dall’elezione del Pontefice Giovanni Paolo II. [Appendice 2]
Allora, senza immaginare che qualcuno potesse averlo previsto, scrissi che la prima sintetica stesura di questa Opera rappresentava una guerra e ogni suo foglio una battaglia. Fu quindi il caso, sotto le spoglie d’un irrefrenabile impulso letterario, a suggerirmi di vergare le pagine di un notes per raccontare le mie esperienze e le mie aspirazioni già nella lontana primavera del 1970. Erano confidenze rivolte alla mia anima e all’inizio non prevedevo assolutamente di dedicarle ad altri.
Trascorsero dieci lunghi anni prima di riempire quel notes, ma, concordemente alla previsione di altri noti veggenti, a dicembre maturai la decisione di scrivere per lasciare un segno che potesse determinare una svolta epocale. Un libro che vi aiutasse a superare ogni ostacolo. C’era l’intenzione e nient’altro, per cui mi dedicai a scrutare tra le pieghe degli avvenimenti ciò che avrebbe potuto ispirarmi. Desideravo compiere un’opera che fosse unica nel suo genere e ringrazio il caso se, per portare a termine il libro, furono impiegati solo ventisette anni.
Durante la sua stesura valutai opportuno effettuare una accurata ricerca sul tema dell’Apocalisse. Constatai che molti libri erano del tutto inattendibili, ciononostante intuivo che si sarebbero verificati quegli eventi capaci di far credere probabile l’avvicinarsi di giorni determinanti.
Una seria riflessione sugli indizi, lasciati ovunque tra queste pagine, servirà a far sorgere l’idea che mi sia stato riservato il ruolo della Bestia. A tale proposito qualche riscontro verrà da alcuni veggenti che hanno saputo descrivere in modo estremamente preciso e particolareggiato dei fatti concreti verificatisi ai giorni nostri. L’impegno a dimostrare unicamente la correttezza di quelle previsioni richiederebbe senz’altro uno sforzo minore ma poiché le loro profezie fanno chiarezza solo su alcuni aspetti del disegno posto in quest’opera, riservo il presunto estro letterario che pare mi si voglia attribuire, alla creazione di un racconto che consenta la sua piena visione.

È dunque merito del caso se alla vigilia del terzo millennio, un’epoca che ha visto titanici scontri e dove il timore arriva improvviso, come nube che precede la tempesta… io mi senta in dovere di versare nuovamente un allegorico calice.
Vediamo che si tratta di versare, non si indica l’atto di bere l’amara coppa che alcuni si sono indaffarati a colmare in questi ultimi tempi e credo rientri nella norma se un povero cristo decide di non lasciarsi più crocifiggere!

«All’età di trent’anni l’Anticristo si svelerà pubblicamente… Egli condurrà una lotta che si protrarrà per ventisette anni, poi… detterà Legge.»

I ventisette anni indicati da questo passo profetico, grazie a un calcolo semplicissimo, li vediamo esaurirsi nel 1997. L’importanza di questa ultima data è stata intuita da molti, ma fino a ora non è emerso chiaramente come si sarebbe attuato il governo del mondo e in che modo si poteva assicurare un futuro radioso agli uomini. Oggi appare chiaro che la coscienza collettiva sa riconoscere negli eventi casuali il dito di Dio. Tra poco dunque, gli uomini, “ciechi a cui sarà ridata la vista”, vedranno quanto sia facile gettare nel fango ogni Napoleone.
Nelle nostre contrade, agli inizi dell’Ottocento, ai tempi di quello che viene oggi descritto come uno dei più grandi condottieri, la coincidenza fortuita o il caso, in sostanza una semplice astrazione che solo la mente più acuta riconosce come una delle infinite emanazioni del Figlio dell’Uomo; si rivelò capace di determinare effetti ben visibili e duraturi.
Per caso, al tempo della storica battaglia di Waterloo, nell’aprile del 1815 ci fu a Sumbawa (Indonesia) un’eruzione vulcanica. Da studi recenti sappiamo che le ceneri del Tamboro furono spinte dai venti a migliaia di chilometri di distanza fino alla lontana Europa. Esse provocarono una stagione di intense precipitazioni e prima del combattimento, la marcia verso il punto scelto per posizionare i 246 cannoni francesi subì un gravissimo ritardo a causa delle strade divenute impraticabili. Il rinvio dell’attacco, deciso nella speranza di procedere su un terreno più asciutto, si rivelò un errore strategico altrettanto grave. In quello storico scontro, il caso si prese gioco dell’Imperatore anche in un’altra circostanza: la cavalleria francese attaccò le batterie di cannoni avversari per renderli inutilizzabili con dei semplici chiodi. Durante la carica, furono decimati proprio quei cavalli che trasportavano le sacche con mazze e chiodi, per cui alla fine del confronto, nel fango di Waterloo, cadde la stella di Napoleone.
Oggi, per le menti più ricettive, rivesto una forma che racchiude infinite contraddizioni ma altrettante possibilità. Tramite essa determino fenomeni impercettibili e astratti creando la storia. La consapevolezza di possedere la stessa capacità creativa crescerà in voi in modo esponenziale solo se accetterete l’idea che le profezie e le tradizioni riportate nel racconto servano alla comprensione dei fenomeni sincronici celati in queste pagine. Per il momento segnalo l’esistenza di uno scritto profetico che ci informa sul punto dal quale quei fenomeni si irradieranno:

«Egli sarà riconosciuto da una piccola croce rovesciata sulla sua fronte.»

Io chiedo soltanto che quel punto sia compreso e accettato per ciò che vuole essere: la tenue luce che illumina la via che ognuno di voi deve seguire per giungere ai cancelli dell’Eden.

Anche la persona più ottimista, riguardo le possibilità intrinseche dell’uomo, dovrà sforzarsi per accettare tali affermazioni senza alcuna riserva; pertanto è utile chiedervi di ponderare attentamente questo scritto e quello di ogni altro autore proposto in queste pagine a supporto della mia singolare tesi. Adoro ripetermi anche se ciò appare dettato da una insana presunzione, e per le mie ultime roboanti dichiarazioni ritrovo il sostegno del caso che mi pone tra le mani il libro di Peter Lemesurier:
-Sovente si sottolinea la stretta connessione fra l’atteggiamento psichico e mentale dell’umanità e i fenomeni di ordine materiale e fisico che caratterizzano il pianeta che la ospita. Questo possibile legame viene definito da Goodman con il neologismo “bio-relatività”. Non è, in sé, un concetto nuovo, ma non è certamente semplice da spiegare. Ciò che è comunque certo è il fatto che la psiche umana possiede un potere e una forza così estesi e tremendi da superare ogni previsione, anche la più ottimistica.- (-Le Profezie che guidano il mondo- pag. 255)
Prima di proseguire va detto che considero nobile votarsi all’eliminazione degli ostacoli sul sentiero che conduce alla meta indicata in questi fogli. Questa confidenza non mi farà certo apparire meno presuntuoso, ma non è questo lo scopo della mia confessione; la vergo affinché anche altri agiscano al più presto come figli di Dio.
Verso gli anni settanta, misi sulla carta le prime impressioni che in seguito si sarebbero rivelate preziose per la stesura di questo libro; già in quei fogli sostenevo un concetto che, ne ero certo, sarebbe stato in seguito deriso e ritenuto assurdo, il parto di una fantasia malata; ma il mio animo vedeva la remota possibilità di far un giorno apprezzare la mia ipotesi anche da altri. Era giunto il momento di togliere la coltre dei secoli, stesa su una Verità celata, anche a coloro che videro l’immagine del Cristo e quella dell’Anticristo poste sullo stesso altare per essere adorate.
Gli studiosi di storia medioevale sanno che presso la cristianità, dopo l’anno Mille, quelle impensabili cerimonie continuarono per circa trecento anni. Ai giorni nostri, troveremo delle profonde analogie per quelle due antitetiche figure. Esse sono l’amaro frutto dello stesso scherno e dell’identico odio che, a piene mani, tanti riversano attorno a sé. Mentre termino quest’opera, intuisco che il mio sofferto percorso era necessario alla comprensione del fantastico progetto che avevo in mente. Un indizio di ciò lo fornisce Giuseppe, un giovane a cui prestai una bozza del libro, lo riconsegnò dopo avervi scritto con un pennarello rosso una strana richiesta, un desiderio che a molti lettori consentirà di intuire cosa si nasconde tra le sue pagine: –Manda quindi il tuo segno e perdonami di tutte le sofferenze che hai dovuto subire nel corso della tua vita.
L’animo del giovane chiese un segno, e subito si formò quanto chiedeva con due aspetti diversi. Il primo, che viene descritto al secondo capitolo dove si parla della stupefacente possibilità di creare coincidenze significative, è rivolto espressamente a lui, l’altro si rese evidente subito dopo sulla fronte di un sacerdote. [Appendice 3]
Quando dalle vostre anime verrà la stessa richiesta, ci sarà un segno come al tempo dell’ultima piaga in Egitto. Se pensiamo agli storici, stufi di ripetere che la storia è, più spesso di quanto si crede, destinata a riproporsi, guarderemmo con minor sufficienza i segni premonitori. Allora furono segnate col sangue le porte delle case per salvare i primogeniti dall’angelo sterminatore; in questi tempi, chi riceverà quel dono del Padre atto a distinguerlo, sarà risparmiato nel Giorno dell’Ira! Come per Giuseppe, anche il vostro segno avrà due aspetti, uno tangibile, l’altro astratto ma dal medesimo effetto.
Il giorno successivo, consegnai una seconda copia della bozza del libro a un ragazzo che avevo incontrato casualmente e che si era offerto di leggerla per poter dare il suo parere. Egli, la sera successiva, suonò all’ingresso per riconsegnarla. In quel momento ero in cantina occupato con la caldaia, per cui gridai al visitatore: «Sto preparando per accendere il fuoco, un attimo di pazienza che vengo, ho quasi finito.»
«Lo so, ardo d’impazienza.»
Quella risposta inaspettata mi fece risalire velocemente le scale per andare ad aprirgli. Sui gradini davanti alla porta d’ingresso c’era il giovane sui vent’anni che al momento nemmeno riconobbi. Il sole, ormai al tramonto, ne illuminava i capelli cambiandone la tonalità e dal volto parevano sprigionarsi riflessi di bronzo. Il tono di voce, leggermente metallico mentre porgeva il libro, mi meravigliò ancora di più: «Signore, se vuole posso colpire chi lo ha tradito, non serve che me lo chieda, basta che possa pensare che lei lo voglia.»
Aveva pronunciato quelle strane parole fissandomi con decisione negli occhi. Scrutai quello sguardo temendo per un istante di leggervi l’odio, ma vi scoprii in profondità solo tanta tristezza. Poi la mia attenzione fu attratta dalla sua mano sinistra, era stretta su qualcosa, pareva essere il calcio di una pistola infilata nella fondina alla cintura. Forse aveva lasciato di proposito che si scostasse il pesante giubbotto che indossava.
«Senti caro ragazzo, credi che io non possa disporre di armi ben più letali e distruttive delle tue? Io posso solo consigliarti di avere fiducia nel Disegno che sta realizzandosi e aspettare, poiché non è giunto ancora il giorno dell’ira, ed è questo tutto ciò che sento di doverti chiedere.»

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