Introduzione

Capita di rado leggere che il più importante fenomeno dell’Universo sia rappresentato dalla presenza del Dio vivente sulla terra, rivelato e incarnato in un uomo. Ancora più raramente si scopre qualcuno che ne sia consapevole quando un tale fenomeno si manifesta. Oggi questa rara capacità dell’intuito, per una serie di casuali coincidenze, è sul punto di essere condivisa da un cerchia sempre più vasta e incisiva di persone.
Tutto cominciò quando decisi di attuare la fase decisiva del mio piano: quella che è stata e potrà esser vista come una vendetta. Per raggiungere il mio scopo iniziai a usare un’arma impensabile, unica nel suo genere e per la quale al momento non si è saputo approntare alcuna difesa: – La Sindrome della centesima scimmia -.
Sembrerà azzardata e presuntuosa l’ipotesi che alcune delle profezie relative all’Apocalisse si riferiscano agli eventi descritti in questo libro. Vedremo che è merito del caso se tra molti messaggi profetici fu possibile trovare quelli che facevano riferimento a questa storia straordinaria. Avendo modo di leggerla con attenzione e senza pregiudizi, converrete che, per quanto insolita, essa apparirà meravigliosa qualora la si possa scoprire reale. Realizzate che il mio racconto è veritiero e scoprirete anche che, alle soglie del Duemila, sia giunto per un uomo il momento di donare il suo corpo, la mente e le sue opere a quello Spirito che eternamente ci pervade. Questo dono renderà le altre menti consapevoli della loro eterna esistenza. Grazie all’esperienza vissuta e alla conoscenza acquisita, posso aggiungere che analogo destino sarà patrimonio di ogni altro essere; lo stesso Evento accadrà a ognuno di voi. Di questo siatene certi, prima o poi, tutti giungerete a essere il Dio vivente, presente e rivelato. È questa, una affermazione insolita ma in qualche modo accettabile dalla mente; svelare ora, che da sempre si è ciò che È, è indubbiamente più ostico e vi priverebbe della gioia di proseguire nel racconto poiché renderebbe superflua ogni altra parola.
Comunque, è bene ricordare che la via da seguire, per interpretare un ruolo che trascenda l’effimero, è costruita su una somma di esperienze, tra queste, la scelta di contribuire consapevolmente alla realizzazione del Disegno Intelligente. Un tale impegno può spingersi fino all’estremo sacrificio o limitarsi a un tiepido appoggio e i costruttori illuminati sanno che l’opera di porre le fondamenta del Regno, erigerne le mura o proclamare il suo avvento, riveste la stessa importanza.
Va chiarito a scanso di equivoci, che il termine meritocrazia non trova posto nel vocabolario dell’autore; con ciò si intende dire che la gloria, derivante da una somma di qualità eccelse, non dipende dal grado di dedizione al Progetto ma semplicemente dalla consapevolezza di operare accanto all’Architetto per realizzarlo; quando percorsa ogni possibile via, si realizza infine di essere quel Dio vivente ed eterno, ciò non avviene certamente grazie a un’elezione, poiché la Verità, e questo dispiacerà a molti, non è affatto “democratica”.
La storia insegna che dalla notte dei tempi chi è stato cosciente di incarnarla non si è presentato in veste di candidato, ma ha scelto di sostenerla davanti a tutti con infinita saggezza. In seguito a ciò, il posto che si occupa viene gradualmente riconosciuto da altri grazie agli occhi dell’anima risanati.
Toccherà anche voi, come ogni Figlio di Dio, ridare la vista ai ciechi e tutto ciò che farete nel vostro giorno sarà esente da colpa; poiché non esiste galassia, filo d’erba né parola al di fuori di Dio.
Al suo interno troviamo ogni cosa immaginabile ma anche il suo opposto.
In quanto autore di questo libro, devo ammettere che non solo scrivo come un uomo illetterato, ma in certi passaggi uso la penna in modo da far credere di ritenermi nientemeno che l’Anticristo, quel nefasto personaggio di cui parlano tante profezie.
Ultimamente, rileggendo questo racconto, nel quale ho necessariamente inserito le tradizioni, le leggende e i molti messaggi profetici che trattano quella figura in modo inconsueto, noto che da tutta l’opera appare più chiara la consapevolezza di rivestire un tale ruolo, trascendente per pochi chiaroveggenti, ma delirante per “saggi” e “sapienti”.
Chi, terminata la lettura di questo racconto incredibile ma vero, saprà apprezzare la mia visione, scoprirà un pensiero libero da ogni condizionamento a patto di riconoscere che il possesso della Verità, della risposta a ogni perché, non è prerogativa della maggioranza in quanto tale. È evidente che ogni nuovo modo di concepire la realtà si manifesta dapprima nel singolo; solo in seguito, e a patto che la sua concezione risulti “vantaggiosa” per le altre creature, viene condiviso dalle masse.
C’è da premettere cosa è legittimo aspettarsi da voi; la volontà di rivestire i panni di quella inquietante figura, catalizzatrice di timori, speranze e fedi, non deve essere ostacolata, ma all’opposto, dopo un’attenta analisi dello scritto, sia vista per quello che è: la tessera centrale di un mosaico che si sta formando grazie a delle strane coincidenze, a dei fenomeni sincronici previsti da secoli.
Oltre a questo, desidero con forza che il Progetto-Erieder e tutto ciò che esso comporta, non mi consenta in futuro alcun utile, poiché in quel caso, e solo per tale motivo, il mio amore per l’Opera perderebbe quella caratteristica che più di ogni altra dovrà contraddistinguerla: la purezza. Forse, e questo dipenderà proprio da chi si avventura in queste pagine per molti aspetti terribili e trascendenti, la forma che rivesto, un domani molto prossimo rappresenterà la Forma dell’Uomo Dio.
Per molti questa è con tutta probabilità un’eresia, ma chi è segnato sul Libro della Vita, concedetemi tale forma poetica per indicare chi si volge con amore verso gli altri, sa per certo che la vera eresia è piuttosto quella di ritenere che il Padre si mostri impotente a innalzare suo figlio fino a sé; come uomo dunque, sono ingenuo, ostinato, ansioso, timoroso e debole .., come Figlio di Dio chiedo mi venga accreditata una eterna e inestinguibile volontà di donare la mia energia, e che queste enfatiche parole siano interpretate per ciò che sono, l’anelito interiore di assecondare l’ideale figura di un Padre che, in quanto tale, richiede e concede appunto solo atti d’Amore.
So senza tema di smentite che, da ogni Forma da me assunta e incarnata, si irradierà via via più evidente l’immane volontà di rendere manifesto ciò che esse “sentono di volere” in questo Eone: il compimento dell’Apocalisse e l’avvento della nuova Era.
Infine, voglio si irradi quanto di più glorioso e sublime posseggo perché tutti possano raggiungere il punto più lontano dell’Universo, quel Punto indefinibile posto al di là del nostro pur grande Universo per contemplare ogni suo stupefacente aspetto in eterno. Teniamo presente che per raggiungere la cima della scala si deve gradualmente superare tutti i gradini e io, in questi ultimi giorni, non voglio rappresentare altro che un semplice gradino.

« Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. » (Giovanni: 14/6)

Ora è necessario che giustifichi questo modo intollerabile di rivolgermi a voi. Mostrarmi adesso un pazzo presuntuoso potrà in seguito far riflettere sul bagaglio di orgoglio e di pregiudizi che frena il cammino evolutivo di ogni essere, infatti, se avessi indicato quale meta ultima un punto da me solo intuito, sarei stato visto con minor sufficienza. La provocazione è inferta col proposito di recidere i lacci che reggono gli impulsi meno nobili e che rappresentano un fardello per ogni essere umano. È stato scritto da secoli che l’Anticristo avrebbe stupito le genti parlando degli accadimenti futuri; bene, tra questi fogli troverete molti indizi che paiono confermare l’esattezza della previsione. È certo comunque che, non essendoci peggior sordo di chi non vuol sentire, è perfettamente inutile che si ripeta per loro quello che da secoli i veggenti vanno dicendo:

«E i sopravvissuti, spaventati dalla punizione degli altri, riconoscendovi il dito di Dio, vivranno un’era di pace.»

L’Era cui ho fatto cenno e della quale in queste pagine si parlerà più diffusamente, è alle porte. È il periodo durante il quale, a differenza delle epoche passate, gli individui con la consapevolezza di un Dio non si troveranno più soli, poiché ci sarà una crescita esponenziale e improvvisa del fenomeno che è stato ritenuto saggiamente il più importante tra quelli noti; essi non saranno più umiliati né crocifissi ma verranno accettati da tutti e amati come fratelli maggiori. In quei giorni, coloro che avanzeranno incerti e incapaci di scorgere il divino in se stessi, lo scopriranno in quegli esseri e ne saranno beati.
In queste pagine, racconto brevemente le avventure di uno di questi individui, in esse racchiudo un’esperienza reale e, se saprete cogliere gli aspetti straordinari di questa avventura, la realtà non avrà più segreti nemmeno per voi. Scoprirete che gli eventi e le tante strane coincidenze sono state effettivamente vissute dai protagonisti nel modo descritto. Spero apprezzerete l’impegno a dare una corretta esposizione cronologica dei fatti al fine di rendere dubbia ogni altra possibile interpretazione. Vedrete adottare ogni accorgimento perché si inizi a vivere, assieme a quello Spirito disceso nella materia, una straordinaria esperienza. Questo col solo proposito di aumentare la consapevolezza di quanto in realtà sia semplice per chiunque avvicinarsi a Dio.
Per l’ateo, questo termine altisonante potrà esser causa di fastidio e allora va invitato a leggere ogni definizione deputata a ricordare quell’Entità soprannaturale, come sinonimo di energia o d’una forza non ancora individuata che pervade la materia da sempre. Un’energia che, per caso, determina ogni mutamento nell’universo e quindi, inevitabilmente, anche il cambiamento del suo pensiero. Questa storia, per molti lati unica nella sua sconvolgente drammaticità, in rare occasioni si rivelò estatica. A ogni modo, quei seppur pochi ma indimenticabili istanti sono stati la ragione prima e unica dell’inizio della mia lotta. Grazie a quegli attimi d’amore, al tramonto d’un giorno posto alla fine di un Millennio, mi vedo come il figlio guerriero di un Dio che immagino libero di generarmi a sua somiglianza.
A chi vuole conoscere alcune straordinarie ipotesi su quel sanguinario guerriero, annunciato da tanti profeti, consiglio questo libro perché ogni suo foglio rappresenta una battaglia. Il volume si rivelerà travolgente come solo la guerra di un Dio può esserlo.
Ora, a chi si arma di pazienza e in queste pagine vorrà entrare con determinazione, viene promessa la vittoria, la vittoria su quel nemico da sempre più abile e astuto: il dubbio!

«A quanti però lo hanno accolto, ha dato il potere di diventare Figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.»(Giovanni: 1/12. 13)

Devo rivolgere un pensiero di riconoscenza alla solitudine, fu soprattutto merito suo se continuai la mia lotta fino alla fine, un grazie per aver permesso che portassi a termine il mio racconto. È stata lei a farmi impazzire per lo sconforto mille e mille volte, e altrettante mi sono piegato; ma ciò che fino a oggi non è riuscito a spezzarmi, ha contribuito a rendermi più forte. Valutate attentamente le peculiarità che contraddistinguono questa Opera e vi apparirà probabile che proprio a essa si riferisse un veggente del secolo passato quando vergò queste parole:

«Che non potrà mai più esser scritto un Libro che possa somigliare a quello»

Il 16. 8. 1996, molte altre pagine si erano aggiunte al precedente racconto. Esso poteva risultare tanto incredibile a un futuro lettore quanto veritiero per coloro che ebbero la ventura di assistere in prima persona ai fatti riportati in questi fogli.
Il giorno seguente, prestai lo scritto senza precisare chi fosse l’autore a una ragazza che frequentava abitualmente l’Hemingway, il bar ove anch’io mi recavo dopo aver trascorso la notte sotto un ponte. Le spiegai che volevo ricevere un giudizio soprattutto sul capitolo che appariva il più coinvolgente sotto l’aspetto sentimentale: – La Vergine Nera -.
Dovevo oltretutto scoprire le possibili reazioni degli eventuali lettori e, in seguito, riflettere sugli sviluppi che certe verità celate in ogni pagina avrebbero giocoforza innescato nei più sensibili. Lei, sentita la mia richiesta, prese il volume e si sedette in disparte.
Non avevo fretta, per cui mi accomodai ordinando un caffè senza cessare di osservarla: si era immersa nella lettura e non distoglieva lo sguardo dallo scritto nemmeno per rispondere a chi, di tanto in tanto, le rivolgeva la parola.
Finì di leggere, richiuse lentamente il libro e sorrise; poi, porgendolo, riferì le sue impressioni.
«A esser sincera, sono rimasta fortemente colpita dal personaggio maschile, contrariamente agli altri, ha saputo togliere quella ragazza dal fango e ne ha rivelato l’insospettabile purezza. La plasmò per ottenere una figura che potesse rivelarsi utile al suo scopo ma non capisco fino in fondo quale possa essere questo scopo.
Mi ha incuriosita il fatto che abbia previsto alcune particolari circostanze occorse alla ragazza e anche la sua drammatica morte. L’autore, che è pure il protagonista di questa incredibile storia, riporta qua e là delle previsioni vecchie di secoli, sembrano riguardare le nostre esistenze e questo sinceramente mi turba. Non mi sono mai interessata a queste cose anche se al bar ne sento parlare spesso; ma forse fu proprio questo -riprese pensierosa dopo qualche istante- lei, prima di ogni altro, può aver scoperto che quanto le accadeva era tutto inspiegabilmente vero e ciò la portò sia ad amare l’uomo, se a questo punto di un uomo si tratta, sia ad aspettare il suo Franz in quella squallida topaia; ben sapendo che la sua dedizione l’avrebbe spinta fino all’estremo sacrificio.»
Decisi di intervenire con ironia e le feci notare che, oltre alla figura femminile, stava osannando nientemeno che il personaggio posto a rappresentare il Figlio del Maligno. La ragazza a sua volta rise divertita e senza aggiungere altro s’allontanò.

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