Il seme del Maligno


Terminata la seduta di fisioterapia mi ricordai dell’appuntamento col mio ex datore di lavoro. Camminavo ancora con difficoltà, ma se mi sbrigavo, sarei giunto in tempo. Lo trovai assieme a un tipo basso, elegantemente vestito e dall’aspetto bonario. «Sono un funzionario della Digos, – chiarì subito lo sconosciuto, presentandosi. – Siamo amici da molti anni -spiegò- e mi ha chiesto di intervenire per importi di smettere d’importunarlo chiedendogli conto della caviglia spezzata.»
«Se io decido che qualcosa va pagato, nemmeno circolando a bordo di un carro armato si può evitare di darmi il dovuto, e voglio aggiungere che la proposta del suo amico di far pagare a tutti il danno che ho subito, fa schifo! Se pensate sia giusto suddividere con lui le spese, allora dovrete condividerne anche la colpa.»
Il tipo rubicondo, dallo sguardo acuto, si mostrò deciso a risolvergli quella situazione, al primo errore che avessi commesso -ringhiò- mi avrebbe deferito all’autorità giudiziaria, quello era il suo dovere e lui non sarebbe venuto meno.
Senza mostrarmi intimorito, continuai a discutere, finché il mio ex “padrone” si accomiatò da lui per tornare ai suoi impegni. Rimasti soli ci incamminammo per Corso Italia e, simile a un ragno, cominciai a tessere la mia solita tela.
«E allora? – chiese improvvisamente lasciando trasparire l’interesse professionale – Quando comincerete a punire chi ritenete sia giusto?»
«Mio caro colonnello, c’è un errore di fondo nella sua domanda, in primo luogo non sarò certo io a dare degli ordini, secondo: se un cristiano compie delle azioni criminali lei non andrà ad arrestare il Papa… esatto? Se domani un Crocifero o, se preferisce, un Anticristiano userà come arma una corda, una scure, una pietra, un Boeing 767 o semplicemente un fucile, le sarò grato se non verrà a calpestarmi l’erba del giardino.»
Qualcosa del nostro dialogo lo colpì, forse l’avergli rammentato l’incomprensione dei colleghi verso suo fratello, un cinico atteggiamento che ne provocò alla fine il crollo psichico, forse fu l’aver mostrato del rammarico per quella vicenda di cui per caso ero a conoscenza. Resta il fatto che prima di salutarmi si sentì in dovere di confidare che, nel suo ambiente, la carriera veniva di solito subordinata all’appoggio dato a qualche potente.
Ho appena ricordato uno scontro evitato e questa circostanza mi porta alla mente le frequenti considerazioni fatte da ragazzo: a chi mai capitava di pensare alle potenziali atrocità, sospese sulle nostre teste, grazie al livello tecnologico delle armi di distruzione di massa? Era possibile o piuttosto inevitabile, l’annientamento di ogni forma di vita sul pianeta? Alcuni avevano costruito la torre di Babele nucleare nelle viscere della terra, soprattutto per sete di potenza; questo non poteva essere altro che una colpa, e tale doveva esserlo anche per chi aveva accettato passivamente una simile situazione.
Ma la legge divina si svela talvolta grazie alle più semplici leggi fisiche: una costruzione fatta con materiali scadenti e inquinanti, crolla su se stessa molto prima del previsto, determinando il castigo dei costruttori e dei loro complici.
Solo grazie al caso, coloro che rivolgeranno gli occhi al cielo chiedendo che quella costruzione venga dissolta, eviteranno di venir travolti. Tra le infinite azioni che si possono compiere, c’è quella senza causa né motivazione alcuna, ed è merito del caso, se essa può impedire che il pianeta, questo gioiello meraviglioso, divenga una sferica pietra tombale che vaga per gli spazi siderali. Non c’è alcun motivo di lasciare una imperitura sfida alla potenza dell’Uno senza risposta; una potenza che si manifesta da sempre grazie all’amore, quel sentimento di cui non si conosce inizio e che uomini irriducibili di ogni epoca, pagando spesso con la propria vita, riescono a perpetuare. All’inizio della nuova Era abbatterò grazie a essi i caproni alla testa del gregge umano, in modo da fermare la loro folle corsa verso il precipizio.

«Le urla dei deboli, degli umili, dei miseri e per ultimo dei Giusti, sono arrivate alle mie orecchie, i Profeti l’avevano predetto. Per averlo fatto molti furono perseguitati, uccisi dov’eran trovati, ma non perì neppure un capello del loro capo. Oggi i miei Eletti camminano numerosi tra voi, ma non li vedete, come non scorgete me; ma sta arrivando il giorno tanto atteso dai Giusti e dai Profeti, vedrete levarsi nazione contro nazione, vedrete terremoti alluvioni e pestilenze, ma prima di ciò vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno mettendovi in prigione, traendovi dinanzi a re e governatori a motivo della vostra scelta. Ciò vi darà occasione di render testimonianza. Mettetevi dunque in cuore di non premeditar come rispondere a vostra difesa perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri nemici non potranno contrastare. Ora voi sarete traditi perfino da genitori, e fratelli, da parenti e da amici; faranno “morire” parecchi di voi; verrete odiati a motivo del mio nome, “ma neppure un capello del vostro capo perirà”. Con la vostra perseveranza guadagnerete le Anime vostre.»

Rifiutando ostinatamente ogni compromesso si diventa coscienti delle infinite capacità della nostra anima. Cos’e l’anima? Non la vediamo neppure si dirà. Proviamo ad abbandonare per un istante ogni certezza e a riflettere su quanta parte di verità possono contenere queste parole: “tutto ciò che si riesce a immaginare esiste, esiste veramente .. qualsiasi cosa; ricordiamolo sempre e lentamente ci accorgeremo di essere Dei.”
Se dunque è difficile immaginarmi come detentore della Verità, sarà più facile vedermi come lo specchio che può riflettere tutte le Verità che risiedono in voi. Per molti, sarà più difficile credere alle mie affermazioni che ai loro sensi ingannevoli, ma va detto che più ci si avvicina a me, meglio si ode lo Spirito rispondere alle domande, a tutte le domande!
È stato scritto: ” Solo mia sarà la Vendetta”… e da secoli gli Eletti si preparano per quel giorno terribile ed Eterno come io scrivo parole che sono eternamente le stesse! «Quando vi mandai senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi mancò mai niente?… Ma ora, chi ha una borsa la prenda; e chi non ha spada venda il mantello e ne compri una!»
Sono parecchie le lettere che compongono questo versetto, ma le interpretazioni potrebbero essere molte di più. Al fine d’indicarvene una che rappresenti la situazione attuale, mi servirò come sempre, d’una personale illustrazione:
«Nel paese dell’uomo, nel vasto cortile di una casa signorile recinto da alte mura, c’erano delle persone indaffarate e gioiose. Un giorno una di esse salì per delle ragioni attribuibili al caso a una altezza tale da consentirgli di gettare lo sguardo oltre le cinta delle case vicine, proprio a l’interno dei loro cortili. Ciò che vide lo sconvolse: fame, dolore, disperazione, vessazioni e morte vi imperavano. Scese a l’istante e, dopo aver narrato ai suoi compagni le realtà che avevano ignorato, propose di tendere la mano a quei fratelli in sì tristi condizioni. A questo punto, con suo grande stupore, dovette assistere impotente a l’inizio d’interminabili discussioni: chi conservava le chiavi della dispensa con chi aveva quelle del cortile, chi era troppo impegnato con chi non lo era per niente, chi paventava spiacevoli conseguenze da un simile gesto con chi ne intravedeva motivi d’orgoglio… Questi inutili contrasti continuarono per molto tempo, ma, si sa, a l’uomo fu concesso di fare ciò che voleva, ma non fino a quando voleva, poiché avvenne che un giorno più radioso degli altri, alcuni di loro di fronte a tanta stupidità, ipocrisia e malvagità, spinti da una “Forza interiore” misero finalmente mano alla Spada.»
È intuibile che un modo efficace per impedire l’uso di quelle armi diaboliche, sia quello di privare il nemico di un obiettivo territoriale facendogli scoprire il cavaliere ai suoi piedi; quel guerriero che attende il Segno per sollevare sopra le loro teste la Spada di Dio. A quel punto, al nemico sarà lasciato solo il tempo di pentirsi e, se sarà sincero, potrà vestire i panni del figliol prodigo.
Ora è il momento di rivelare, a chi intende sciogliere i lacci materiali che impediscono a l’anima di librarsi nella Dimensione dove la libertà è sovrana, quello che per molto tempo è rimasto nascosto: “ porta scritto un nome che nessuno conosce a l’infuori di lui”, questo enigma inaspettatamente semplice del nome “666” racchiude in realtà la consapevolezza, che tutti un giorno possiederanno, di essere trino. Sei tre! Corpo, Anima e Spirito!
Siamo i tre aspetti fondamentali dell’esistente che ai più paiono inconciliabili, mentre a coloro che riescono a fonderli si rivelano in tutte le loro straordinarie qualità. Questi ultimi, possono così entrare a far parte degli eletti che hanno la possibilità di servire con l’efficacia offerta dagli strumenti adatti.
Ora sarebbe il caso di esporre sinteticamente l’importantissimo ruolo che sarà rivestito dai già citati 144.000. Nell’insegnamento Teosofico, viene loro attribuita la stessa funzione esercitata sull’uomo dalla ghiandola pineale. Per i profani il compito di questo importantissimo organo è completamente sconosciuto, ma per i chiaroveggenti, esso determina l’indirizzo delle esperienze individuali qualora raggiunga l’attività. Una attività che rimane saggiamente sopita fino a quando non venga raggiunto un certo grado di evoluzione della coscienza.
È possibile che un minuscolo granello di sabbia riesca a disarticolare un ingranaggio d’acciaio cementato, figuriamoci le conseguenze per l’attuale Sistema, se viene introdotto un nucleo fuso da un amore ardente come quello di un Dio. Questo nucleo raffinato verrà indotto a formare la simbolica ghiandola pineale dell’Umanità; essa rappresenterà una guida illuminata, indispensabile al genere umano che si avventurerà nella nuova dimensione.
Per accettare l’idea che essi possano consigliare la via che porta a un futuro indescrivibile, è necessario riflettere sul pensiero illuminato o intuizione, una facoltà che le menti eccelse sanno impiegare a favore degli altri. Tra non molto, questa preziosa capacità della mente diverrà il più evidente patrimonio di quei citati 144.000 individui. Si tratterà di persone d’ambo i sessi particolarmente progredite a livello interiore grazie all’interscambio o collaborazione che, soprattutto inconsciamente, viene loro offerta da chi li avvicina.
Queste menti illuminate onoreranno il debito contratto con voi, fornendovi, come predetto da alcuni veggenti, i consigli utili a ottenere uno sviluppo materiale in funzione di quello spirituale.
Suddividendo le terre emerse per 144.000 si ottiene una estensione di territorio che risulta essere la più idonea alla gestione da parte di ognuno di essi. La conseguenza della loro scelta di cessare lo sfruttamento insensato ed egoistico del territorio e dei loro simili porterà alla effettiva disponibilità per tutti dei doni della terra.
È ormai assodato che durante alcuni esperimenti scientifici, condotti in distinti laboratori distanti migliaia di chilometri, sia stata raggiunta la soluzione al medesimo problema, nell’identico momento, senza alcun contatto preventivo tra gli sperimentatori.
Dovremo dunque augurarci che questo fenomeno accada in futuro a una più vasta cerchia di persone contemporaneamente, e quando tra non molto ciò avverrà, i Consiglieri, così definiti in alcuni scritti profetici, potranno agevolmente svolgere il compito a cui sono chiamati: indirizzare l’uomo sulla strada che porta alla felicità e alla libertà.

«Quando un nuovo sole riscalderà la Terra, quando l’uomo tornerà a essere amico del pianeta su cui vive, ecco che compariranno i grandi profeti di un tempo per annunciare il rinnovamento… Saranno maestri di saggezza e la loro parola sarà il pane dell’anima

Uomini illuminati dunque, poiché essi provvederanno, dapprima timidamente, a indicare la direzione da prendere e lo faranno in mille modi, alcuni servendosi di un Giudizio, come il Giudice di Cinquefrondi, che mandò assolto un gruppo di extracomunitari rei d’aver attinto abusivamente all’energia elettrica. Così facendo, sebbene le astratte motivazioni della sua sentenza non sembrino al momento ispirate da una saggezza illimitata, ne racchiudono pur tuttavia il seme. Perseverando in quella direzione si vedrà che il frutto di tale seme è la comprensione di questa semplice verità: se un uomo, spinto dal desiderio di operare con impegno costante ricerca la forza e le proprietà della Natura per far progredire la collettività, riceve in dono, come nel caso sopra illustrato, una “scintilla”, essa è il risultato dell’opera di Alessandro Volta, di Nicola Tesla e di tanti altri ricercatori.
Questo beneficio, come ogni altro dono elargito, deve assolutamente essere condiviso gratuitamente. Fatelo e dallo Spirito scenderà una pioggia di doni per chi condivide, se egoisticamente qualcuno vorrà continuare ad appropriarsene, alla fine verrà bruciato e non ci sarà diluvio che possa estinguere quel fuoco.
Quella scintilla, come tutto del resto, è in realtà dello Spirito e chiunque ne attinga, con animo a Lui grato e professi lo stesso altruismo, non commette colpa alcuna.

“Prendete quindi tutto quello che vi è necessario per avanzare assieme ai vostri fratelli verso di me, verso quel Punto in cui mi identifico, poiché tutto ciò che è mio è pure vostro”.

Della setta degli “Apostoli della Grande Cena” destinata a riapparire, secondo una leggenda, sei giorni prima della venuta dell’Anticristo, si racconta fossero soliti riunirsi alla notte per pregare il Padre dell’Anticristo affinché inviasse il suo diletto figlio sulla terra. Egli sarebbe venuto per dire:

«Prendi ciò che vuoi perché è tutto tuo»

Un particolare curioso di questa setta consiste nel fatto che ogni cerimonia era un po’ come la pagina di un “Libro che nessuno avrebbe più scritto”.
Il commento in maiuscoletto ora riportato, sembra perfettamente in linea con le ipotesi vergate sulle pagine del volume che vi trovate fra le mani e con le circostanze che ne hanno consentito l’apparizione.
In effetti, se trascorsi dei secoli, a qualcuno venisse in mente di comporre un’opera letteraria nella quale si osasse esporre ciò che qui è stato osato, per lui non sarebbe possibile ottenere il plauso e il riconoscimento, tutti lo crederebbero unicamente l’autore d’un plagio o, in senso esoterico, la scimmia di un Dio.

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