Investitura

Se quel giorno in centro avessi voluto collocare quelle parole prive di senso, all’interno di una interpretazione coerente, avrei solo sprecato del tempo, e l’unico motivo plausibile per cui quella strana previsione si ripresentò, è forse quello di aver memorizzato inconsciamente un particolare a cui nessuna mente razionale avrebbe probabilmente assegnato la benché minima importanza. Quel ricordo improvviso, stimolò il lato intuitivo della mente a riconoscere la curiosa analogia del libro con le pagine bianche e la bozza che avevo sul tavolo, al cui interno, avevo lasciato un significativo spazio bianco a disposizione della donna che, secondo le mie intenzioni, avrebbe dovuto in seguito riempirlo.
Assicuro che non lo riservai col proposito di far coincidere la profezia, l’avevo riposta così profondamente nei recessi della memoria che non avrebbe potuto interferire con il mio lavoro letterario. Oltretutto non ne sentivo la mancanza, la ricerca che conducevo portava alla luce una tale messe di eventi, molti previsti da secoli, sufficiente a far riflettere seriamente anche il più ottuso Tommaso.
Moltissimi indizi possono non bastare e allora valga un consiglio: guardate con altri occhi i fogli che seguono e vedrete che la scelta, di lasciare bianca l’ultima parte del libro, non va attribuita al desiderio inconscio di attenermi a un disegno partorito dalla mia fantasia, ma è dovuta alla volontà incoercibile di riservarla a un’altra mano.
Sarebbe stata la mano della mia sposa rinata nello Spirito? O quella di chi crede e attende un Messia? Incidentalmente alcuni di quei fogli bianchi dovevano essere riempiti, un paio d’anni più tardi, da una donna il cui nome in ebraico ha un duplice significato: “inviata e donna di Dio”. Ciò poteva essere un segno di sprone per la figura femminile che aspettavo?
La sera iniziai la lettura del volume appena acquistato, le pagine si susseguivano senza determinare un interesse che si allontanasse dalla semplice curiosità intellettuale. Giunto a pagina centottantuno, trovai una curiosa ipotesi, da altri peraltro avanzata, che i corridoi, le sale e tutti i vari passaggi all’interno della ciclopica costruzione, fossero stati costruiti espressamente per rappresentare un simbolico percorso iniziatico. La descrizione delle prove da superare per ottenere la realizzazione, riportò alla mente la drammatica avventura vissuta all’interno della condotta di via Rossetti, un episodio che aveva lasciato un ricordo indelebile:
«Prima di giungere nella vasta sala l’iniziato avrebbe trovato un passaggio tanto angusto da obbligarlo ad avanzare carponi.»
È stato il caso o l’energia che regge l’universo e pervade ogni sua forma a spingermi, in giovane età, sulla via che gli iniziati di ogni epoca hanno percorso; a fare in modo che prima di entrare nell’ampia Galleria mi capitasse di dover avanzare carponi all’interno di quel tubo interrato in una via del centro.
Com’era sublime quella energia trascendente che, rivestendo in forma di tradizione ermetica, mi indicava la ragione del misterioso susseguirsi di tante drammatiche situazioni e sottolineando l’importanza della loro cronologia. Quella saggezza occulta stava donando i suoi segreti a chi si trovava immerso nella realtà circoscritta dell’Universo materiale. La successione delle coincidenze si verificava puntualmente al momento opportuno. Questo era inspiegabile ricorrendo al solo ragionamento logico; impossibile trovarne lo scopo, occorreva servirsi dell’intuito per capire che qualcosa di astratto riusciva a interferire con gli eventi e, se non fossi divenuto pienamente consapevole dell’esistenza di un progetto concepito da un Architetto, per il quale non si possono coniare presentazioni, sarebbe stato impossibile trasmettervi in seguito la mia stessa consapevolezza. D’altro canto, non mi stancherò di ripetere che solo l’amore per la verità permette di scorgere la semplicità e la grandezza dell’evento a cui alcuni Illuminati stanno già assistendo: l’inizio dell’Apocalisse.
Arrivato al capitolo dieci: La Gran Galleria, altre intuizioni relative ad alcune esperienze trovarono sostegno. Per uno strano gioco del caso, le situazioni particolari che, secondo alcuni veggenti, avrebbero caratterizzato la figura dell’Anticristo, l’ombra del quale si sarebbe stagliata all’imbrunire della storia, si rivelarono analoghe anche nei minimi dettagli alle esperienze che avevo vissuto. C’erano dei passi che considero importanti affinché, terminate queste pagine, condividiate l’ipotesi che propongo e che vediamo consolidarsi grazie a tante drammatiche coincidenze.

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