La compagna dell’Anticristo


Chiusi il libro, il sole stava sorgendo. Attraverso le persiane filtravano i primi raggi. “Già, luminosi… come dovrebbero esserlo i primi discepoli – la mente sembrò suggerirmi – voglio proprio vedere la faccia di Gianni quando proverò a raccontargli della strana esperienza vissuta all’interno di quella galleria, del piano che ne è scaturito in seguito e tutto il resto. Uno di questi giorni sarà il primo a conoscere quegli attimi così drammatici, poi, se lo vorrà, andremo assieme per vedere se è possibile determinare quanti sono stati i passi che ho fatto prima di arrivare a quella nicchia dove sostai”.

«L’Anticristo vorrà somigliare a lui, e il suo primo discepolo si chiamerà anch’egli Giovanni, sarà il primo a cui l’Antilegge si rivelerà.»

Diversi anni dopo, trovai conferma anche di questa straordinaria coincidenza quando, per caso, scoprii che un veggente aveva indicato il nome della prima persona alla quale l’Anticristo avrebbe confidato l’esperienza vissuta nella galleria e l’incredibile progetto che ne era nato.
Questa scoperta avrebbe potuto rendermi euforico e solleticare il mio orgoglio, invece ciò a cui avevo assistito mi confermò semplicemente la capacità dell’Energia Intelligente di creare le coincidenze necessarie a facilitare la comprensione di una delle infinite, meravigliose possibilità dello Spirito stesso.
Se per alcune profezie viene omesso l’autore e il volume da cui furono tratte, vorrei essere giustificato, quando i primi tasselli profetici fecero la loro comparsa, non immaginando l’importanza che avrebbero assunto, non registrai le fonti da dove furono attinti.
A quel tempo, non rimanevo con l’orecchio attaccato alla radio, ma le notizie di guerre, carestie, rivoluzioni e simili, destavano com’è giusto, il mio interesse. Rafforzavo la capacità di discernimento cercando di scoprire come le più insignificanti potessero influenzare gli eventi più importanti.
A causa dello scarso impegno iniziale, dovuto prevalentemente all’attività sportiva, alcune delle straordinarie profezie frettolosamente accantonate andarono smarrite. La più curiosa, con la sua inesattezza, ottenne l’effetto di aumentare il mio interesse per i veggenti. Ricordo di averla trovata su una rivista del paranormale, era una interpretazione, decisamente controcorrente, del numero 666.
L’autore scriveva che in origine, sui primi testi sacri, il numero-nome con cui sarebbe stata indicata l’incarnazione del male, veniva trascritto così: 600-40-60. Si precisava pure che le lettere, dell’alfabeto greco antico, erano usate per indicare indifferentemente sia quel numero pieno di oscuri significati, sia la parola nero. L’articolo proseguiva indicando e sottolineandola più volte, una curiosa analogia che mi stupì.
Si faceva notare che il nome di Dio in sanscrito: Krishna, significa nero! Ecco quindi stabilito uno stretto collegamento tra simboli di culture differenti; quei simboli numerici, erano stati usati per indicare la stessa divinità.
A ogni modo nemmeno smarrire tanti indizi accade senza scopo, possiamo esserne certi. Molti infatti non devono essere convinti, essi dovranno servire da terribile esempio per quelli che rimarranno. Un indizio a conferma, di quanto sopra, nello scritto di una religiosa risalente al lontano 1793:

«E i sopravvissuti, spaventati dalla punizione degli altri, riconoscendovi il dito di Dio, vivranno in pace.»


Parlavo raramente delle mie esperienze con Carmen; non lo ritenevo necessario al suo progresso interiore. È noto che per avanzare sul sentiero spirituale le parole di spiegazione sono superflue per la bakti-yogi. Con questo termine, semisconosciuto agli occidentali, i maestri di yoga indicano chi segue un percorso spirituale caratterizzato da una assoluta devozione a un essere o a uno scopo.
Carmen era particolarmente predisposta a seguire quella via, lo dimostrava la sua capacità di dedicarsi completamente al ruolo di madre. Limitai quindi il mio intervento a qualche sporadica considerazione e pochi accenni a quelle intuizioni che avevo gelosamente custodito. Nel caso le fosse capitato di leggere delle profezie con dei riferimenti specifici a una figura simile alla sua, non avrebbe perso tempo a porsi delle domande.
Favorivo la sua iniziazione in mille modi, sapevo che doveva arrivare il giorno in cui le avrei chiesto di fidarsi, di avere fede in ciò che la mente non è in grado di comprendere. Avrebbe pure dovuto scegliere tra la via percorsa, che ora diveniva più ripida, e quella che presto le sarebbe apparsa.
Un giorno la avvicinai mentre era intenta a rassettare la casa, la pregai di fermarsi e di ascoltarmi, volevo sentire il suo parere su di un tema che mi stava particolarmente a cuore.
«Carmela, ricordi cosa ti raccontai dell’esperienza nel tunnel, di quando decisi di prendere la pistola per farla finita e tutte quelle descrizioni profetiche rintracciate in seguito che sembrano riferirsi proprio a quella strana avventura che mi è capitata? Bene, guarda un attimo qui, in questo libro si potrebbe pensare che si parli proprio di te. No! Non guardarmi così! Non credere come al solito che ti stia prendendo in giro… o che non abbia niente da fare, leggi e dimmi che ne pensi.»
«Aspetta un momento, torno subito, devo portare di là la tovaglia, sennò Paco mi fa un disastro.»
Il macaco di tre anni si aggirava tutto soddisfatto sulla tavola, tra le vivande, poteva razzolare tranquillo poiché capiva che non gli badavo essendo interessato ad altro.
«Carmela senti, è notevole il numero dei particolari che coincidono perfettamente.»

«La compagna dell’Anticristo sarà confusa con le spighe di grano (minuta, sottile)… avrà un piccolo seno… Egli, sarà più abile con la verga (penna) che con la parola e il compito di parlare sarà affidato alla persona a lui vicino dalle labbra balbuzienti.»

Le citai alcuni passi ancora e attesi una sua eventuale reazione; poi, vedendola poco partecipe, continuai: «Ti ricordi quando sono rimasto dei mesi senza parlare con tutti all’infuori di te, eri tu che parlavi per me con gli altri… rammenti la faccia che facevano? Pare proprio che anche questo particolare sia stato previsto da un sacco di tempo.
Lo sai, quando ti ho conosciuta pensavo che avrei potuto passare con te solo dei bei momenti, ma dopo un po’ ho cominciato a credere che tu fossi la persona in grado di aiutarmi a realizzare il mio sogno: rendere altri consapevoli di come si espande in noi l’altra dimensione; essa è per noi ciò che il lievito è per il pane».
Era meglio se le dicevo qualcosa di più, gli eventi che di lì a qualche anno dovevano ferirci, si sarebbero rivelati meno dolorosi e traumatici per entrambi.
Avrei dovuto dirle che sentivo la necessità di vivere l’esperienza del matrimonio nel ruolo del capofamiglia. Solo così si sarebbero verificate alcune coincidenze significative per il mio Progetto. Il piano richiedeva di vedere le inevitabili ed estese interazioni che la figura di un padre determina. Intuivo l’utilità di capire i mutamenti interni d’una cellula primaria del corpo sociale umano, poiché questo avrebbe consentito di “gestire” nel modo migliore la catastrofe sospesa sulle nostre teste. Un disastro che sarebbe iniziato nel momento stesso che quelle cellule si fossero disgregate in misura maggiore per i motivi più vari.
«Così io sarei solo questo per te, una cosa che ti ha fatto comodo… un oggetto… forse prezioso, ma niente di più!»
«Dai su! Non parlare così, mi fai sentire in colpa, anche se colpe non ne ho. Rifletti, ricordi la nostra passeggiata sulla strada dell’Università, quando simulando un gioco mi sono messo a farti delle domande? Allora le tue risposte le davi solo dopo aver vagliato, fra le possibili, quella che mi avrebbe maggiormente soddisfatto. Ora, se tieni presente che quello in realtà non era affatto un normale gioco, che sussiste la pur remota possibilità che tu sia coinvolta in un disegno, dovresti darmi atto della mia lungimiranza. Non ti devi rattristare, al di là di tutto ciò io ti amo e ti amerò sino al giorno in cui ti atterrai a quello che credi di essere; una donna con il dovere di donare tutto ciò che di giusto e di nobile le venga richiesto.»
«Ma tu non sei come me, tu ora parli bene, ma non ti vedi, quando succede che ti adiri, quanta paura mi fai. Per raggiungere i tuoi scopi non ti fermeresti dinanzi a niente, non c’è nulla che possa farti ragionare, desistere…»
«Ti sbagli amore, tu puoi, tu sei l’unica che può farlo, che riesca a fermarmi, non ne comprendo il motivo e neppure intendo cercare di capire, accetto semplicemente che sia così.»
Credo che in quella circostanza le diedi l’impressione di saper ricorrere alla menzogna e a qualunque nefandezza per attirarla maggiormente verso di me, poiché, senza ribattere, si allontanò per continuare nelle sue faccende.
La ragione per cui la ritenevo un freno efficace la compresi leggendo la spaventosa tragedia del popolo ebraico nei campi di sterminio nazisti. Ragionando su quella tremenda esperienza collettiva, arrivai a intuire in che occasione lei avrebbe potuto ricoprire il ruolo della figura materna. Il significato di quegli eventi lontani verrà approfondito all’inizio del IX capitolo per dare una spiegazione sufficientemente razionale a questa parte del racconto; anche in relazione al perché lei sola potesse fermare la mia mano quando in certe situazioni rischiavo di perdere il controllo.
Quale persona infatti può raffreddare l’offesa bruciante meglio di una madre? E molti veggenti avevano scritto che sarebbe stata la Madre a farlo, ma non per sempre:

«Sarò obbligata a lasciar libero il braccio di mio Figlio… Allora vedrai che Dio castigherà gli uomini con maggior severità che non nei giorni del Diluvio.»

Mille imperscrutabili motivi congiurarono perché ci separassimo e l’inverno scendesse sul suo animo; però sapevo che dopo il gelo subentra la primavera, e i due semi preziosi che lo Spirito custodiva, sarebbero germogliati. All’interno di questo quadro allegorico va posto un nome: Carmela, esso in origine significava orto di Dio; ma per quei due semi avrei dovuto cercare un orto che la gramigna non aveva infestato.
Ogni quadro va anche posto sotto la giusta luce, e per questo c’è la data che molti testi profetici, considerandola importante, riportano.
Chi si interessa ai messaggi occulti, forse saprà che un egittologo, eseguendo delle misurazioni all’interno della grande piramide di Cheope, usò il pollice piramidale sacro e ricavò oltre al numero 666, una data che ritenne importante: il 1953. Il caso vuole si tratti dell’anno di nascita della sposa di chi potrebbe dare concretezza agli incubi e ai sogni collettivi. Il nostro quadro, alla fine, lo porremo fra le enigmatiche parole di Luca perché facciano da cornice:

«La Regina del Mezzodì “risusciterà” nel Giorno del Giudizio con gli uomini di questa generazione e li condannerà.»

Il rebus metafisico proposto, è di semplice soluzione se si pensa che il Santo ha saputo trovare una lusinghiera definizione per colei che nel 1953 vide la luce nel Mezzogiorno e partecipò parzialmente consapevole al mio progetto per lunghi anni. Il santo non aggiunge che anche lei avrebbe versato nel mio calice il tradimento .. lascia che il caso se ne serva per far crescere due rarissimi fiori.
Tramite Gilly il Nemico le avrebbe suggerito di abbandonare la via: “Lascialo, devi pensare a te stessa… non fermarti per amore dei tuoi figli… da loro non avrai niente”. L’Oppositore si sarebbe servito di Gilly per vibrare i suoi fendenti senza supporre che proprio lei doveva in seguito trasformarsi in un boomerang e, nel capitolo dedicato al Giglio d’acciaio, si vedrà come ho saputo servirmi del suo filo tagliente.
Forse il destino vuole che io beva fino all’ultima amara goccia di quel calice; devo farlo perché si capisca che, quando si ama, il fiele si trasforma in miele. A ogni modo, quando in seguito mi udrete parlare di lei, non sarà per toglierla dal posto che le spetta e, al momento, il mio consiglio rimane quello di valutare, senza alcun pregiudizio ogni spiegazione fornita, anche la più impensata, poiché ogni verità di questo Universo è soggetta a mutamento.
Dovremmo continuare a rigirare tra le mani il tassello della reincarnazione che spiega molte situazioni paradossali ma, essendoci tante pubblicazioni sull’argomento, basterà aggiungere che alcuni Padri della Chiesa e molti pilastri del pensiero, in ogni epoca, sostennero con forza la metempsicosi.
Le stoccate intellettuali che sono appena state distribuite hanno lo scopo di acuire la vostra capacità di parare ogni possibile aggressione concettuale. Dovrete sottoporre le affermazioni trovate al vaglio della vostra intuizione senza farvi ingannare dal sapere nozionista. Appresa questa tecnica impeccabile, per un Guerriero sceso sul campo di battaglia del pensiero Ultimo, è fondamentale praticarla fino alle estreme conseguenze.

Pagine: 1 2 3 4