L’inferno nel cuore


Chi mi ha seguito con attenzione, ma senza liberarsi completamente dei propri convincimenti, avrà notato che le verità di alcune concezioni esposte, possono essere in aperta contraddizione con altre più comunemente accettate. Si tratta di verità temporanee, che mantengono la loro validità per un limitato periodo. Alle volte poi, vediamo che sembrano in antitesi tra loro i miei stessi pensieri.
Questa irreale contrapposizione, questo falso conflitto, accade poiché ci si immerge nel dualismo. Nell’Unità, nell’assoluto identico, ciò non avviene. L’Idea, che ognuno è libero di concepire come crede, quando discende nel molteplice è sottoposta, o meglio è relativa, al luogo (spazio) e al momento (tempo). Essa rimane comunque l’Idea assoluta, sebbene assuma le innumerevoli forme che conosciamo: quegli aspetti mutevoli che spesso riescono a confonderci.
Realizzando questa semplice verità ci si identifica con tutto l’esistente e si comprende con gioiosa meraviglia che l’idea nobile è della stessa “materia” dell’idea meschina e, qualora compaia il desiderio di assaporarne i frutti, dobbiamo semplicemente entrare nel giardino dello spazio-tempo.
Ora, credo sia giunto il momento di allontanare da noi i saccenti; quelli che sanno sempre una riga più del libro, di qualsiasi libro. Essi mi hanno seguito in queste pagine pesando le parole come fossero pietre. Sì! Troveranno tra questi fogli delle pietre d’inciampo, messe per liberarmi di chi è sempre alla ricerca di cavilli. Per raggiungere questo scopo chiederò loro di impegnarsi a “essere il tempo”. «-Se ci apriamo al “tempo”, esso può agire e parlare più liberamente attraverso di noi. Il nostro parlare e i nostri gesti diventano completamente irreprimibili e spontanei, perché sgorgano dal “tempo”, il centro dinamico del nostro essere. Tutto ciò che siamo e facciamo diventa espressione diretta e apertamente fedele della struttura interna del “tempo” in se stesso.-» (-Tempo Spazio e Conoscenza- pag. 153)
Questo processo di trasformazione potrebbe rivelarsi estremamente vantaggioso e facile per chi ne sa più di me, essendo sufficiente, per condurlo a termine, lo stesso impegno necessario a formare un valido artigiano. Va quindi estromessa quella frangia di persone saccenti, per riservare la domanda che segue ai ricercatori che hanno accantonato i loro preconcetti.
Chiediamoci se sia possibile spiazzare i “sapienti” e vedremo che basta il consiglio di Tarthang Tulku per suscitare nei nozionisti emozioni di rifiuto e smarrimento.
Solo chi sa dominarle può rispondere ai tanti quesiti posti tra queste righe. Uno di questi riguarda i miliardi di individui che vivono sul pianeta; quanti di essi possono sostenere di aver vissuto situazioni identiche a quelle descritte nei secoli scorsi, con dovizia di particolari, dai chiaroveggenti? Credo si possa parlare di un numero molto esiguo e c’è da chiedersi ancora chi tra questa ristretta cerchia di persone può enumerare così tanti episodi coincidenti perfettamente con quanto preannunciato da santi, mistici e veggenti?
Senza il minimo orgoglio, come osservando la dimensione delle nuvole nel cielo, non attribuendo a esse alcun merito per le caratteristiche possedute, ipotizzo di essere colui che è stato chiamato. Per una simile affermazione un solo dubbio è concesso: chiamato da chi? Dalla direzione del vento, dalla sua velocità e da molti altri elementi sappiamo quando possa scatenarsi la tempesta. Dopo aver trovato tanti indizi a supporto della mia ipotesi, quale sarà il modo più sensato di porsi di fronte a quanto abbiamo scoperto? Rifiuto?… E allora mi rincresce, ma credo si debba attendere ancora a lungo prima di veder risplendere questo gioiello che sta sotto i nostri piedi. Ilarità? Ne dubito, forse il riso si potrebbe trasformare in pianto. Speranza? “Chiedete e vi sarà dato” è stato scritto, e dunque, se si chiede di venire… a qualcuno…, c’è da attendersi che faccia la nostra volontà!
Come si è detto, non si deve credere alle parole ciecamente, ma munirsi d’attenzione e discernimento ben superiori a quelli necessari per attraversare un campo minato. L’unico aiuto lo riceverete da chi non ha piegato il ginocchio davanti al Vitello d’oro. Trovate quelli capaci di piegarlo dinanzi al loro servo, poiché essi sono i testimoni che precedono la fine del tempo, essi sono i 144.000 eletti venuti a consigliare.
Ho in precedenza sostenuto che ogni cosa immaginata è, che non si può postulare nulla che già non ci sia in realtà da sempre. Ritengo a questo punto, dopo esser stato oggetto della vostra benevola attenzione, che la realtà per voi non sia più identificabile solo come una roccia, un pianeta o l’Universo, elementi tangibili e concreti; ma sia reale anche ciò che materiale non è. Gli elementi costitutivi della quotidianità, quelli per intenderci privi di massa, peso, colore, forma, odore, ecc… che non dovrebbero esistere secondo i canoni della fisica, interagiscono al di là di ogni dubbio con la nostra realtà.
Prendiamo a esempio questi oggetti appartenenti all’altro Universo, quali la gioia e il dolore e chiediamoci: quant’è larga e quanto pesa la gioia?… Che profumo ha e quanto sarà alto il dolore?… Ribattere a queste domande sostenendo che si tratti di reazioni chimiche a livello cerebrale, non è una risposta esauriente e neppure rende concreto ciò che secondo quell’ottica obsoleta, non può assolutamente esserlo.
Eppure la gioia e il dolore sono reali, chi può dubitarne? Infatti per evitare di esser colpiti dalla sofferenza giungiamo a impiegare tutte le nostre risorse e, per ottenere un piacere, qualcosa che non dovrebbe esserci secondo la stessa ineccepibile logica mentale, talvolta siamo disposti a tutto.
La Realtà dunque, affonda saldamente le sue radici in ciò che straordinariamente riesce a spezzare l’unità: il Nulla, il non concreto, l’inconoscibile. Lo abbiamo visto per quegli oggetti, così anche la vostra forma può entrare a far parte dell’altro Universo, e riuscirci è facile, basta crederci. Allo stesso modo, è semplice poter credere che l’esistenza di quegli oggetti non dipenda da una particella infinitesimale né da un pianeta e nemmeno da tutto il conosciuto.
Talvolta basta un semplice sogno perché si divenga consapevoli della contemporanea esistenza di infiniti noi, con pensieri, intenzioni ed emozioni diverse. Ognuno di quei noi è complementare a ogni cosa contemplata nel sogno come nella realtà; dunque, l’io inconsapevole delle sue infinite forme si manifesta e si modifica indipendentemente dal suo stato di sogno o di veglia. Questa è l’onnipotenza di Dio, la stessa onnipotenza che tutto pervade e che tutti noi possiamo manifestare. Ho parlato di testimoni, eletti che confermino le mie parole: per caso ho tra le mani l’opera di un seguace della Mère, la grande discepola di Aurobindo. Egli descrive una sua esperienza personale largamente sovrapponibile alla situazione inserita nel capitolo di Laura; nello specifico, il momento in cui il corpo di Franz divenne strumento inconsapevole del Trascendente e parlò per sua volontà. Ciò che segue è semplicemente una delle tante possibili verità e la riporto in modo chiaro ed esauriente con le stesse parole dell’autore:
«-Mi portano un giorno una fotografia di una persona completamente sconosciuta, che abita a diecimila chilometri di distanza; la guardo:… impossibile spiegare. È una totalità di percezione simultanea che ingloba tutti i livelli dell’essere… Poiché dunque era impossibile dire mentalmente alcunché alla persona che aveva portato la fotografia, improvvisamente mi sono sentito spinto a fare un gesto, un gesto assurdo, come di uno che distribuisca le carte a una partita di bridge! “Ma è precisamente il suo tic! È il gesto che fa mentre parla! ”. Ed è proprio così, si è dentro la persona, a diecimila chilometri di distanza, e non soltanto nella sua testa, ma nel suo corpo, con tutti i suoi tic e i suoi riflessi fisiologici…» (-La nuova Specie- pag. 19)
«-Noi esistiamo come campi che possono amalgamarsi… abbiamo a disposizione molti modi di collegarci fra noi a distanza.- » (-The Ultimate Atlete- pag. 63)
Nel saggio di Richard Hofstadter si legge: -La credibilità dello stile paranoide presso coloro che lo ritengono credibile, consiste, in parte notevole, nella sua apparente considerazione del particolare estremamente accurata, coscienziosa e coerente, e nella raccolta meticolosa di ciò che può servire da prova convincente per le conclusioni più fantasiose, per la preparazione accurata del grande balzo dall’innegabile all’incredibile.- (-The Paranoid Style in American Politics and Other Essays- p. 37)
Questo passaggio sarà utile per non cadere nella trappola di chi, facendo propria la tesi di Richard Hofstadter, vorrebbe ridurre questa opera a un maldestro tentativo patafisico di perseguire caparbiamente un’idea.
Va considerata anche l’accusa di non voler sentire i punti di vista degli altri, per cui, non solo eviterò di appellarmi agli uomini che intuiscono l’imminenza del cambiamento, ma passerò a porre domande.
Oleinik (ex Vicepresidente di una delle due Camere del Parlamento Sovietico) nella sua recente opera -Il Principe delle tenebre- afferma che Reagan, Gorbaciov e Woytila sono in realtà delle pedine in mano all’Anticristo.
Esiste la possibilità di influenzare, scrivendo una semplice lettera, anche l’uomo più potente del Cremlino? Se Oleinik indica proprio l’autore di questo libro, egli appare credibile? I tre si prestarono per paura? Uno di loro, si pensa il più amato, è stato freddamente colpito e il motivo non è mai stato svelato, a nessuno è balenata l’idea che l’Anticristo potesse richiamare in modo così drastico chi si prodigò per affossare la Teologia della Liberazione; una dirompente ideologia, nata da poco nel continente sudamericano, che suggeriva di dare anche ai più derelitti la loro parte di felicità. In verità non tutto viene per nuocere, durante il suo secondo viaggio in Germania nel 1984 lanciò questo monito agli uomini: “Il mondo sta vivendo il XII capitolo dell’Apocalisse“.
Questo porta a chiederci: se chi viene visto come una figura positiva deve attendersi ammonimenti così terribili… per tanti altri non c’è definizione per descrivere la furia con la quale si può essere colpiti.
Riguardo le manovre occulte che Oleinik attribuisce all’Anticristo, è il caso di fare un breve accenno a ciò che accadde nel 1986 all’interno di una cella del carcere di Trieste. Da lì partì una lettera indirizzata a Gorbaciov e due sole persone assistettero alla sua stesura. Di una ho saltuariamente notizie, l’altra, come sappiamo, è stata brutalmente assassinata con un colpo di pistola alla nuca. Successe due mesi dopo il nostro incontro al bar Galleria, il posto dove mi confidò l’esistenza di un piano dei soliti “ignoti” che doveva servire a farmi segregare in un carcere al confine con l’Ungheria.
La missiva era stata spedita per consigliare al presidente Gorbaciov, l’uomo che ricopriva la carica più importante dell’Unione Sovietica, di forzare la Grande Madre Russia a intraprendere la Santa Missione non più sola ma assieme a Dio e solo a Lui sottoposta. Gli si suggeriva di operare in modo che venisse abbandonata, senza timore, quella nobile ma incompleta Ideologia per realizzare un Nuovo Ordine Mondiale.
Gorbaciov è universalmente considerato il principale artefice della storica svolta e, a Woytila, si riconosce il costante impegno nel provocare il cambiamento di rotta dell’Impero Sovietico e dei suoi Satelliti. Riflettendo su queste circostanze, si può dire che le coincidenze non siano sufficienti a convincerci che essi seguirono i consigli giunti da un punto che diffonde eventi sincronici? [Appendice 5]
Dall’altra parte dell’oceano, il presidente Reagan, in tre distinte interviste, rilasciate ad altrettanti quotidiani dall’imponente tiratura, ha invece mostrato di credere imminente un radicale cambiamento dichiarando: “Siamo prossimi all’Apocalisse”.
Il suo grande paese, l’America, senza che i più ne siano consapevoli, sta effettuando una capillare pubblicità a livello planetario del Nuovo Ordine Mondiale. Sui biglietti da un dollaro, diverse generazioni vedono raffigurata la fatidica “piramide con al vertice il simbolo della divinità” e ci sono queste poche ma illuminanti parole: Nuovo Ordine dei Tempi.
Su queste basi, solo una personalità paranoica potrebbe pensare che il Michele, indicato dalle tradizioni come l’inviato di Dio o d’una ignota volontà nell’imminenza dell’Apocalisse, sia proprio colui che recentemente ha seguito il consiglio di ammansire l’Orso Russo e di rendere possibile la scelta tra le due Vie. Una di queste, prevede appunto l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale, un Sistema capace di penetrare nella nuova dimensione e di utilizzare, per espandersi, l’energia che permette a quella Realtà di manifestarsi. Per la gioia dei paranoici però, troviamo un’altra possibilità. Il Michele che sarebbe giunto prima del cambiamento, va forse trovato nel meno noto ma più incisivo sul piano spirituale, Mikhael Aivanhov, il quale predisse già da alcune decadi, che la stesura del Terzo Testamento doveva provocare appunto un incredibile balzo evolutivo. Egli affermò che nel Terzo Testamento avremmo trovato esattamente ciò che per caso solamente tra queste pagine è possibile trovare.
«Morica Legge [Nota 9] sostituir si vedrà, da un’altra più seducente: Ai Boristhenes [Nota 10] la prima legge verrà a mancare a causa di una Legge che per Virtù e dialettica più attraente sarà.» (Nostradamus: 3/95)
«Superate intolleranze religiose una nuova ideologia rivoluzionaria conquisterà per prima l’U.R.S.S.» (-The complete Prophecies of Nostradamus- pag. 108)
Forse la risposta agli interrogativi che Oleinik pone, riguardo i tre maggiori leader di fine millennio, va cercata nella possibilità che essi siano stati coscienti di contribuire a realizzare un Disegno Intelligente.
È molto probabile che aumentino i “paranoici” disposti ad augurarsi di trovare altri indizi a conferma di questa ipotesi; ed è altrettanto probabile che aumenti il numero di chi ritiene giusto plaudire, al ruolo che ho scelto, se questa lunga serie di irripetibili coincidenze dovesse ulteriormente svilupparsi. Il ferreo convincimento di quei “paranoici” verrà temprato nella visione del Disegno al quale hanno dedicato la vita i mistici e i veggenti di tutte le epoche e religioni.
Questo Disegno è stato colorato consapevolmente con il sangue di molti martiri e molte tinte fosche sono state fornite a propria insaputa dai loro stessi aguzzini.
Chi ha saputo rendere particolarmente luminoso questo aspetto della realtà, è quell’Uno provvisto di un filo trascendente col quale ha unito le intenzioni di tanti Illuminati attraverso il tempo e lo spazio. Coloro che possono contemplare, anche per un solo istante, quella realtà, amano quell’Uno che ha anche vergato un racconto di cui proprio essi potranno divenire consapevoli protagonisti. Per avere un’idea dell’uniformità di vedute e dell’operato dei tanti maestri di saggezza che si sono succeduti nel corso dei secoli, è sufficiente prendere in esame alcuni passaggi chiave dei loro scritti.
«Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni, ne intesi il numero.»(Apocalisse: 9/16)
«Dall’Occidente più profondo d’Europa, un bimbo da povera gente nascerà: Che grande esercito con la dialettica sua conquisterà. E la sua fama, il Regno d’Oriente accrescerà.» (Nostradamus: 3/35)
«Quando sarete puri e numerosi, Dio che vi conta, v’aprirà il varco all’azione… Lui solo ha il segreto della battaglia e saprà raccogliervi tutti in un campo e in una sola bandiera.» (Giuseppe Mazzini)
Le profetiche parole di Mazzini, si legano perfettamente con quelle di altri Illuminati. I suoi utopici ideali, affatto sibillini per chi si avvale dell’intuito, paiono prossimi alla loro realizzazione se si considera quanto scritto fino a questo punto e ciò che verrà presentato.
«Ebbene, è giunta l’Ora, io chiamo a raccolta i vostri animi; la cuspide finale necessita del vostro sostegno, il servo che doveva giungere chiede di poter adempiere al suo compito. Io vi domando di poter dettare consiglio sovrano alle Nazioni. E voi, duecento milioni di Cavalieri di ogni continente, di ogni Credo e di ogni Razza, siete pronti? Vi sentite chiamati a dare il sorriso a tanti bimbi disperati, a far rivolgere al cielo lo sguardo riconoscente di chi non possiede che umiltà e speranza?… Se lo siete vi darò il mio segno e tutti vi riconosceranno.»

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