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Il fascicolo redatto con lo scopo di partecipare al concorso letterario di Muggia, era intriso di sintetici accenni alle passate esperienze che mi avevano maggiormente segnato; quegli appunti, ero certo, sarebbero stati molto utili in seguito.
Tra quei fogli, sommariamente rilegati, si trova la storia di un uomo attinta dal libro -Sesso e Amore- di Frank Caprio, essendo per certi aspetti, molto simile alla mia, ve la risparmio. La differenza che desidero sottolineare si trova al termine del breve racconto ed è, a mio giudizio, la parte che merita maggior riflessione. Chi ebbe occasione di leggerlo ricorderà che il personaggio cessò la sua lotta, contro le più varie forme di ingiustizia, avendo riconosciuto le sue aspirazioni ridicole e impossibili. La conclusione a cui pervenni, appresa la sua storia fu, che solo allora, solo nell’istante che decise di rinunciare, egli fallì. Contrariamente allo sconosciuto citato nel racconto del Caprio io non mi sono arreso nemmeno dopo aver intuito quale sarebbe stato il premio per l’opera compiuta: la morte! Non ho quindi rinnegato la mia opera e ho scelto di continuarla fino alle estreme conseguenze. Ciò fatto, la ferma intenzione si mutò in fede nella sua riuscita. Questo convincimento potrà pur essere il risultato di un semplice processo biochimico all’interno della scatola cranica, ma è stata una reazione che portò con sé un più alto grado di consapevolezza, al punto che, il caso determinò un fatto che trascende la comprensione: non avevo la certezza di dedicarmi a un progetto immane, ero la mente, la certezza e il progetto. Egli invece, sono parole sue, confessa che dopo la sua rinuncia, poté cominciare a divertirsi e a rilassarsi. Peccato per lui, continuando su quella strada avrebbe scoperto lo splendido effetto che l’impegno sovrumano, quando si muta in gioco trascendente, produce.
Ebbene, quella decisione di abbandonare la lotta, rimandarla o addolcirla, viene presa da innumerevoli individui, per questo motivo non vi è una inflazione di quelle figure dalla mistica aureola che, nel lontano Oriente si chiamano Bhodisattva e da noi, più prosaicamente, utopisti. Per compiere l’opera, la si persegue senza secondi fini, ci si consacra a essa e si vive solo per lei. Comunque le persone che si riconoscono impotenti a risolvere i problemi di carattere planetario, danno vita a movimenti sempre più determinanti nelle svariate funzioni del tessuto sociale. Tali associazioni si prefiggono il raggiungimento di una vita migliore, di un’esistenza inserita con la prospettiva di un conseguente progresso spirituale, fonte di per sé di indescrivibili possibilità. Ciò che ne ha frenato la possente spinta iniziale è stato soprattutto il fatto di aver assimilato solo parzialmente l’insegnamento degli Avatara. Questi esseri rappresentano un principio divino o, se preferiamo, naturale, e quando accade che per la vita sia necessaria una nuova fase evolutiva, l’Avatar discende per iniziare la sua opera. Questa può apparire estremamente varia ma, sostanzialmente, si prefigge la creazione o il superamento di una possente corrente di pensiero. Un simile obiettivo può esser raggiunto dall’Avatar-Salvatore anche con lo strumento più semplice e impensato quale appunto può esserlo un libro. Va detto che uomini riconosciuti tra i più saggi, hanno affermato che tali Incarnazioni assumono talvolta atteggiamenti incomprensibili ai più; indecifrabili per chi, con limitato potere immaginativo, si propone un Dio dagli specifici attributi. Attributi che, si noti, devono assumere un ruolo positivo soprattutto nei confronti dell’ideatore del Dio. Torniamo dunque a esaminare con maggior umiltà i profondi insegnamenti contenuti negli antichi testi risplendenti di saggezza. In essi si dice che gli Ksatriya (guerrieri) e chiunque condivida in linea di principio l’atto eroico e lo considera un importante attributo specifico dell’uomo, deve impiegare la propria energia per eliminare i despoti e tutti coloro che si oppongono alla volontà di Krsna. Apparirà chiaro come qualora questa volontà divina si manifesti, essa miri a ricondurre la Vita verso la Perfezione.

«Essi inoltre, diversamente da quanto è prescritto per gli uomini giunti a un diverso grado di sviluppo spirituale, non devono mai aspirare per il timore inconscio d’una reazione, alla non violenza e intraprendere così la via che porta alle regioni infernali. Il concetto di una unione mondiale può concretizzarsi solo quando accettiamo di “sottometterci” a una autorità infallibile. Nessun uomo, sempre imperfetto può offrire un’ideologia veramente universale. Soltanto un essere perfetto e infallibile può proporre un programma applicabile ovunque e da tutti.»

L’insegnamento sopra riportato è tratto dal –Sirimad-Bhagavatam- ciò che lo ha ispirato lo troviamo anche nella Bibbia, nel Corano e in molte delle opere dei più grandi pensatori dell’umanità.

«Si avvicina per gli uomini la loro resa dei conti; però essi non meditano su ciò. Non giunge mai a essi un nuovo avvertimento da parte del Signore, che non lo ascoltino burlandosene. Prima di te furono già derisi altri miei Apostoli; però il castigo di cui quelli ridevano, avvolse coloro che si beffavano di essi. Permesso è stato dato di reagire a quelli che vengono attaccati e che sono scacciati dalle loro dimore, e se Dio non respingesse la violenza di alcuni uomini a mezzo di altri, tutto ciò che di più nobile fu costruito, verrebbe distrutto. Siate inoltre zelanti nel “combattere” per la causa di Dio.» (-Corano-)

Il progetto Erieder, al quale tutti sono chiamati a collaborare consapevolmente, è funzionale per tutti e, incredibile ma vero, di semplice realizzazione; va aggiunto che i numeri non sono vincolanti, è il significato profondo che va recepito. All’attuazione del Progetto ci penserà il caso coinvolgendo l’Umanità nel Gioco: ai dodici Signori, visti da San Francesco di Paola, consiglierà semplicemente di agire al fine di essere riconosciuti dai 144.000 eletti, a questi ultimi, si manderà lo stesso invito affinché, la loro azione sincera, ottenga il riconoscimento dei popoli oppressi. All’umanità dolente, spetterà di chiedere al Padre che faccia scendere la sua Giustizia tramite colui che si è presentato in suo Nome contro gli operatori di iniquità. Se la sofferenza attenua la fede, basta credere che, quanto non accade in mille anni, può succedere in un istante. Se per secoli e secoli le vostre preghiere sono sembrate inascoltate non si può escludere che oggi siano giunte all’orecchio di chi può. Ai rimanenti verrà suggerito di rammaricarsi per tutte le prevaricazioni commesse.

«Ogni azione genera delle realtà che imprigionano l’autore delle stesse nell’universo materiale. Solo agendo agli ordini del Signore, questa catena si spezza e l’Anima inizia il suo volo nel Trascendente. Perciò, i Pandava combattendo ai suoi ordini non si resero colpevoli di alcun peccato, ma coloro che provocano guerre per soddisfare i loro interessi personali ne subiranno l’intera responsabilità.» (-Bhagavad-Gita-)

Come possiamo vedere, tutte le religioni hanno descritto e atteso la venuta dello Spirito, usando termini come Mahdi o dodicesimo Imam, Avatar, Messia e molti altri secondo il credo professato alle varie latitudini. I Maestri di tutte le fedi, predicano che il loro Dio talvolta si manifesta e sostengono che la sua discesa tra gli uomini viene compiuta allo scopo di richiamare a sé i suoi devoti e annientare gli elementi perturbatori della società.
Tra questi ultimi troviamo gli uomini politici, monarchi ecc che mancano al loro principale dovere: rendere percorribile ai popoli, col solo ausilio della saggezza, la strada della felicità. Dovere che, come ricordo in altra parte dello scritto, è chiaramente evidenziato in un punto fondamentale della Costituzione Americana. Agendo in contrasto con la loro missione, e questo è sotto gli occhi di tutti, essi hanno reso il vostro sentiero simile a un viale allucinante pavimentato di cadaveri. Non è raro che i sommi sacerdoti di quelle religioni abbiano scomunicato, emarginato e ucciso chi osava ricordare alle masse quali fossero in realtà i loro diritti-doveri. Per una tale colpa Mazzini pagò con la scomunica; l’autore di questi fogli, che mai potranno essere riscritti, vede sanguinare la propria anima sotto i colpi spietati degli esecutori di un Piano di cui sono completamente ignari.

«L’Universo è il suo Tempio e ogni profanazione “non combattuta” del Tempio di Dio, ricade su tutti quanti i credenti. Poco importa che voi possiate dirvi puri: quand’anche poteste, isolandovi rimanervi tali, se avete a due passi la corruzione e non cercate di combatterla tradite i vostri doveri. Poco importa che adoriate nell’Anima vostra la Verità, se l’Errore governa i vostri fratelli in un altro angolo della terra e voi non desiderate e non tentate, per quanto le forze vostre concedono, rovesciarlo, tradite i vostri doveri. A milioni di Uomini simili a voi, Dio ha affidato l’adempimento concorde del suo Disegno, se rimarrete inerti, potrete ancora chiamarvi credenti? (Vanno intesi chi segue la parte di sé incapace di mentire).–» (Giuseppe Mazzini)

Si può dunque chiamare blasfemo chi desideri catalizzare la forza, la volontà e la speranza di coloro che sognano un mondo più giusto? Io porto un marchio invisibile senza prima accedere a un certo livello di intuizione. Ciò sta scritto in Apocalisse, ed è un marchio impresso a fuoco nel mio animo e sulla mia carne dall’eternità: è un piccolo disegno… il meraviglioso Disegno dinanzi al quale, gli spietati esecutori che fecero sanguinare la mia anima, si inchineranno.
In questo capitolo è stato inserito un dato che credo importante: quello di aver annotato per anni e anni, senza peraltro esserne pienamente consapevole, degli elementi che dovevano rivelarsi utili qualora fossero stati inseriti in un’opera che aiutasse ad affrontare e vincere, le sfide drammatiche del nostro tempo. In seguito fu effettuata una disamina del materiale raccolto e, come ai lontani tempi del collegio, quando quel gioco inconsueto con le note dodecafoniche riuscì a stupirmi, mi ritrovai in mano delle coincidenze che portavano a un’unica stupefacente ipotesi. Grazie a quegli appunti, sono riuscito a trasmettervi fedelmente molti degli eventi vissuti e ho potuto vergare su questi fogli anche le tenui sfumature che li caratterizzano e li arricchiscono.
Nel corso di lunghi anni, ho scrupolosamente annotato dei fatti che apparivano insignificanti ai pochi che appresero solo una parte del progetto; mentre per chi scrive, ogni coincidenza si mostrò fugacemente nel suo aspetto celestiano. Perdonate il virtuosismo ma ho sentito la necessità di coniare un termine nuovo e di farvi trovare, alla fine di questo capitolo, un esempio sull’applicazione del neonato vocabolo.
A proposito di vocaboli, molti sono stati usati durante il corso dei secoli per indicare l’Anticristo e uno sembra particolarmente indovinato: l’Antilegge. Spontaneamente c’è da chiedersi: “Ma a quale legge si riferivano i veggenti?” A tutte!… Tutte le leggi scritte, siano esse racchiuse in un libro, immesse all’interno dei computer, nelle Gazzette Ufficiali o scolpite su tavole di pietra. Ciò che le farà apparire “ingiuste” nel prossimo futuro, è questa loro immobilità inanimata, mentre gli eventi, in continua evoluzione, rispecchiano il pulsare di una Forma di vita immanente a cui tutto l’esistente si adegua.
Definire una situazione e, limitarsi alla conoscenza di una parte della realtà per poterla giudicare equamente, è un’assurda pretesa, un compito impossibile a chiunque. La complessità delle infinite ripercussioni di un solo gesto, sia esso una semplice carezza o un poderoso pugno, sfuggono alla comprensione della mente umana. È solamente un presuntuoso chi afferma di comprendere la vera causa del gesto più insignificante e, su questo, le menti più aperte avrebbero molto da meditare. Va quindi detto che per ogni funzione serve lo strumento adatto e, per comprendere l’esistente, bisogna servirsi della mente che non conferisce limiti al possibile.
Solo l’intelligenza dello Spirito, qualora sia chiamato a farlo, può formulare un Giudizio. L’infinita complessità può esser compresa e giudicata solamente dal Dio che dorme in voi. Risvegliatelo e non avrete più bisogno di costruirvi prigioni né di sottostare alle leggi fisiche e biochimiche, enunciate nei trattati di medicina e dalle quali traete l’errata, ma solo in quanto provvisoria, giustificazione del miracoloso evento chiamato morte.
Oggi le troppe leggi emanate dai parlamenti democratici o dagli organi dittatoriali, necessitano con frequenza sempre maggiore di correzioni, provocano insoddisfazione e spesso meritano di essere aspramente combattute.
Sia il singolo detentore del potere che i quattro gatti eletti dalla maggioranza, ironia della sorte, sanciscono per legge di comportarsi in modo errato; ciò accade perché chi le promulga non riconosce l’essenza di ogni cosa e l’impossibilità di porre un limite, che non sia puramente convenzionale e illusorio, alla realtà che sperimenta. A noi spetta inchinarci alle ingiuste leggi e, se rifiutiamo di farlo, ci vediamo infliggere più o meno severe sanzioni penali. Io indico una verità conosciuta da sempre e opposta a quella degli Stati, è determinante optare per la legge che sola è una col trascendente; che sia applicata dopo che il Dio assopito in noi l’abbia accettata. Il superamento della soglia evita che si arresti l’ascesa della collettività. Questa fase va vista come la volontà di manifestarsi di quella indescrivibile essenza che ci pervade; una energia che consente, a chiunque usi l’intuito, di interpretare correttamente le sue infinite indicazioni.
Riconosco che udire un simile canto fuori dal coro possa lasciarvi perplessi ma la melodia di una legge che sancisca a priori la vostra innocenza è senza dubbio celestiale. Siate sereni, voi sarete finalmente esenti da colpe e potrete così aspirare al compimento della promessa biblica, di quella coranica e dell’identica promessa che trovate nelle altre Fedi. Il sogno non è fare o distruggere le vostre leggi ma riuscire a realizzare un progetto apocalittico.
Quante rivelazioni sono importanti quanto quella che ci fa scoprire e giocare con uno strumento eterno? Quale degli infiniti aspetti di quella energia celata in noi vogliamo utilizzare? Ciecamente le impedite di esprimersi, perché? In ogni tempo, figure che lasciarono la loro gigantesca impronta sul percorso seguito dall’uomo, hanno affermato che basta il rispetto di un’unica norma per ottenere la vita eterna; chiaramente, i ricercatori dello spirito non si accontentano di sapere cosa avviene seguendola, vogliamo venga rivelato come e quando quel miracolo accada per ammirarlo.
Se a molti certi consigli continuano a essere negati, non lo è per caso, essi non sono fisicamente idonei e la spiegazione di tale assunto va affidata al vostro intuito; esercitandolo lo si tempra, questo permette di spingerci più in profondità nel Reale. Va detto che l’aumento di consapevolezza comporta maggiori responsabilità e, se otterrete la risposta che cercate, sarete pronti a ricevere infinitamente di più e a condividerlo.
È bene rispettare una sola legge, quella scritta nell’animo, farlo è semplice e si può iniziare da subito. Solo gli ipocriti sostengono di leggere cose diverse da noi, però osservate ciò che essi reputano giusto: per lo più quello che, soprattutto nel breve termine, conviene e gratifica il loro ego. Seguendo la legge che indico, si diventa coscienti di agire in sintonia con lo Spirito allo scopo di creare effetti positivi. Il nostro benessere interiore ma non solo, verrà dalle persone che, via via più numerose, sperimenteranno quegli effetti che avremo prodotto. Con l’aumento progressivo di chi si atterrà alla Legge e di quanti riceveranno vantaggi dal loro operato, si otterrà inevitabilmente una diffusione esponenziale della gratificazione. Non si chiede di sperare che accada un sì grande mutamento nelle relazioni interpersonali, si invita a considerare che da sempre l’uomo ricerca la felicità; non si può escludere dunque che, tra non molto, essa sia perseguita nel modo che indico.
Quando gli individui saranno mossi da quel nobile intento, qualora procurassero sofferenza ad altri, sarebbero esenti da ogni colpa e qualunque punizione si rivelerebbe inopportuna e immeritata. Fossilizzarsi nel nefasto ricorso alla repressione, significa cercare di impedire il compimento di un’antica speranza: “Come in cielo così in terra”. Tutti voi potreste far scendere il cielo sulla terra usando un metodo semplice, parsimonioso e fulmineo. Personalmente, per raggiungere quello scopo, ho scelto di presentarmi come un individuo che si sente investito del compito di determinare l’amalgamarsi graduale e il più possibile incruento dei due Universi, quello che quotidianamente ci troviamo sotto gli occhi con quello postulato da Yung e dal fisico Pauli; la dimensione in cui vorrei vedervi sconfinare quando attraversate queste pagine. Ho ritenuto opportuno rivestire i panni di chi non chiede nulla in cambio del proprio impegno; è talmente elevato il fine dell’opera che mi ritrovo estatico semplicemente accettando consapevolmente di farne parte.

Ora, per illustrare con maggior chiarezza la parte del progetto che si genera da sé, va ricordata la possibilità di impedire le gravi azioni commesse dagli esseri umani; il prodotto finale di una serie di pensieri che, come un fiume, scorrono nella stessa direzione. Al pari di un fiume essi possiedono degli argini individuabili nell’inconscio collettivo e, quando l’individuo, a causa del rapido susseguirsi di concetti, emozioni, desideri ecc, li travolge, si verifica il comportamento disastroso.
Mai a memoria d’uomo ci siamo trovati inseriti a tal punto in quello che è definito villaggio globale e, a causa di ciò, la stessa sciagurata conclusione che sovrasta la mente e la coscienza del singolo, pende sopra l’umanità intera. È evidente l’accelerazione che ha investito il mondo delle comunicazioni, l’interscambio di dati a livello planetario sta raggiungendo la fibrillazione. Non si sono mai visti gli impulsi di certi stati caratteriali della mente, quali la volontà precisa di prevaricare e le manifestazioni di indolenza, egoismo e imprevidenza, raggiungere e determinare il loro spaventoso effetto in così breve tempo nel punto più sperduto della terra.

Questo legame, tra l’atteggiamento psichico e le catastrofi nel senso più generale del termine, è chiamato da Goodman bio-relatività. Il lettore che vorrà approfondire l’argomento troverà alla fine del testo le indicazioni necessarie. In ogni modo, nel contesto attuale, non è sufficiente evitare l’apparire di tali risposte-pensieri nei computer-mente umani per impedire eventi indesiderabili. È indispensabile determinare l’automatico affioramento di altri stati di consapevolezza. Se guardiamo alle menti degli esseri umano, vediamo che venendo sottoposte a certi stimoli di base quali la paura, reagiscono in modo prevalentemente identico. Ciò che varia e di molto, è solo la rapidità e l’intensità; esse sono simili a dei meravigliosi, romantici, diabolici computer programmati per rifiutare la sofferenza e ricercare tutto quanto possa favorirli e appagarli.
Quanto sopra non va frainteso, non intendo prospettare un controllo totale simile a quello ipotizzato da Orwell, ma piuttosto la libertà di volersi riprogrammare, togliendo dei dati e inserendone degli altri affinché, come risultato di ogni futura operazione mentale, si ottenga la gioia.
Ho suggerito di togliere alcuni dati alle menti, questo è un argomento che merita di essere approfondito. La forma più pericolosa dei sentimenti di egoismo e di avidità scaturisce da un oggetto molto comune, una semplice banconota di carta. L’esistenza di questo dato concreto e delle implicazioni che esso comporta, è analizzata dai vari computer-mente e il risultato è quello che sappiamo. Per un attimo cerchiamo di immaginare che l’umanità decida di rinunciare a quei valori di carta: credete sia possibile ripristinare l’uso del baratto? Assolutamente no! Perché la consapevolezza, necessaria a compiere quella scelta, è la stessa che permette di instaurare nel medesimo istante rapporti interpersonali basati su elementi che sostituiscono egregiamente proprio quei “valori”. È facilmente intuibile che le relazioni tra razze e popoli diversi, qualora si ispirino ai rapporti tra famigliari, possono portare alla provvidenziale rinuncia dei “valori” di carta per mediare.
In una società costruita su questa base utopica, i suoi componenti sono individui consapevoli della necessità di instaurare i rapporti su elementi astratti. Così finalmente la volontà di nuocere del singolo e del gruppo si dissolverebbe del tutto, poiché simili impulsi non avrebbero diritto di cittadinanza nel nuovo sistema. I computer-mente, dai dati-pensiero connessi agli elementi quali denaro, potere e simili, ricavano soprattutto effetti spiacevoli quali insicurezza, avidità ecc…, privati di quei dati, quelle stesse menti si libererebbero dal virus dell’avidità, dell’odio e quant’altro.

Gli animi meno progrediti, non potendo agire in ogni circostanza con perfetto equilibrio, solleciteranno l’aiuto delle loro guide per evolvere ulteriormente. Essi, continuando con questo intento il loro cammino, renderanno le loro azioni sempre più oculate, capaci di produrre gradualmente effetti positivi per una percentuale sempre maggiore di esseri.
Agli scettici va detto che il livello di consapevolezza di cui abbiamo parlato è già attivo. Pur rare, ci sono già state sentenze assolutorie nei confronti di individui, coinvolti in episodi simili a quello immaginario che presento: poniamo un uomo a bordo d’una vettura; assieme alla sua famiglia, sta percorrendo una strada costeggiata da profondi precipizi; a causa d’uno sbaglio, che il consorzio civile di domani capirà ammettendone il diritto a esistere, ne deriva la morte dei suoi cari. Egli ha usato leggerezza e avrà commesso mille altri errori in quanto essere ancora imperfetto; ma chi accetta l’unica legge già oggi è consapevole del fatto che l’uomo ha automaticamente generato l’intenso dolore (la sola punizione che possa essergli inflitta) che gli consentirà successivamente di progredire fino al punto di non determinare più alcuna sofferenza negli altri e conseguentemente nemmeno a se stesso.
Domani non ci si stupirà vedendolo rimanere a testa alta nella Casa della Giustizia ascoltando il giudizio-consiglio di uomini che, contrariamente agli attuali Magistrati, non si esprimano come entità onnipotenti legittimate a infliggere pene allo scopo di far espiare colpe in verità inesistenti. In futuro nessuno si sentirà più tenuto a osservare le innumerevoli e spesso contraddittorie leggi odierne; si scoprirà, grazie alle parole racchiuse in queste pagine, che è mera follia credere di poter astenersi dal rispettare quella Legge di Natura che ci intima di avanzare lungo la via che porta alla meta comune, e alla quale tutti aspirano, senza commettere alcun atto che crei sofferenza. In quei giorni, si saprà di aver diritto a un giudizio ben più illuminato degli attuali… poiché sorretto dalle colonne della Misericordia. Per fare nostro questo concetto dovremo inoltrarci sulla via della tolleranza. La lungimiranza di alcuni giudici già ai giorni nostri manda assolti uomini coinvolti in simili casi, ma va ribadito che si deve ampliare il senso di comprensione-consapevolezza; se lo faremo, domani, quando una persona commetterà un gesto che la nostra cecità ha considerato reato per secoli, quella comprensione-consapevolezza gli indicherà quale sia il suo interesse e quello della società… quello di alleviare, nel limite dell’umana possibilità, il disagio e la sofferenza da lui provocati.
Ora, pensiamo al tipo d’emozione che suscita in voi un uomo che, commessa una grave colpa, si impegni autonomamente per ricreare le condizioni più vicine a quelle preesistenti al suo gesto. Permettetemi di indovinare: ammirazione… per un “criminale”; meritate dei complimenti, siete sulla buona strada per amare un domani i vostri nemici.
Vediamo dunque che un modo incredibilmente semplice per instaurare un sistema che non necessiti di carceri, Magistrati, forze dell’Ordine ecc… sia appunto quello che auspico: divenire “credenti”, credere in quella parte di noi incapace di mentirci per poter scoprire che tutto ci è possibile. Può sembrare banale e scontato tutto questo; si vorrà obiettare che senza aprire le porte delle carceri non è possibile ottenere alcuna riparazione. Su questo livello di consapevolezza è così, c’è scetticismo perché non si considera una possibilità importante: per salire i gradini della consapevolezza vi sono molti modi, uno di questi è sostituire le priorità e poi mantenerle sulla scala dei valori nel punto che abbiamo loro assegnato.
Una tecnica efficace per ottenere un risultato tangibile è la ripetizione; è inteso che tale tecnica va applicata a ogni aspetto del quotidiano. Si dovrebbe iniziare col semplice atto di sostituire con costanza e sempre più spesso, la fuggente gratificazione dell’avere, con la gratificazione perenne del fare, indifferentemente, un sorriso o un gesto nobile come quello di non lasciar cadere una mano tesa. Applicando questo metodo, si diviene rapidamente coscienti che la creazione di un tale sistema alternativo, permetterà a ogni individuo di giungere a quelle mete che ora nemmeno immagina.
Per realizzare un tale modus vivendi e dunque l’affermarsi di un pensiero inconscio che condizioni sempre più a lungo e in modo ferreo il nostro operato; è necessario che quando viene commesso un crimine, la “massa critica”, la punta di diamante dell’umanità, sia capace di vedere la persona che ne è responsabile, ciò che in realtà è: nient’altro che un bambino e, nel caso di un crimine efferato, un individuo gravemente malato. Intendo con ciò che essi sappiano mostrare nei confronti dell’eventuale reo la comprensione che si ha per un bambino incosciente e si sappia indirizzarlo con saggezza verso un consapevole atto di riconciliazione.
Questo è l’atteggiamento mentale che il “nucleo” dovrà assumere perché, nell’animo dell’individuo che ha provocato un danno di qualche tipo, si generi in modo automatico l’incoercibile impulso a eliminare o, se impossibile, attenuare le conseguenze del suo errore.
Non è superfluo ricordare lo spreco di tempo, denaro e vite umane, derivato dal fatto di isolare in un carcere individui di ogni razza e credo per evitare che reagiscano ancora più ferocemente alle ingiustizie subite. Pensiamo che a questi si devono aggiungere i tanti che vengono cresciuti cancellando colpevolmente dal loro animo i valori più nobili. Abbiamo detto che le pene vengono comminate in questi casi da leggi superflue, che giustificano la loro esistenza e tutto ciò che ne consegue, inoculando la colpa dove in realtà alcuna colpa può esserci.
La direttiva non scritta nelle gazzette ufficiali che io auspico è vista dalla saggezza dei popoli come l’arcinoto ma insufficientemente apprezzato buonsenso dell’intuito. Questa predisposizione dell’animo è destinata a evolversi e perfezionarsi durante la prossima Era; non sarà più l’intelligenza a fornire il supporto necessario a stabilire le regole dei rapporti tra gli individui ma l’intuizione.
Della nuova concezione di moralità, di cui annuncio la nascita da qualche tempo, in silenzio ma con decisione, alcune delle persone con un più alto grado di maturità spirituale, stanno già iniziando ad amarne gli aspetti. Essi a loro volta ne diffondono la conoscenza. C’è motivo più valido e attuale per essere trascinati dinanzi a giudici e governatori se non quello di riconoscere e rispettare una unica Legge? Quale ragione migliore, vedendo accadere quanto sta accadendo, per rialzare la testa? Infine, quale pretesto trovare per colpire il catalizzatore delle speranze di miliardi di esseri? E si riuscirà a trovarlo quel pretesto, prima che quegli uomini facciano riconoscere la mano dell’Eterno schierandosi invincibili sotto i vessilli di colui che si sentì chiamato da sempre a un apocalittico destino?

«Maledetto sia colui che trattiene la sua spada dal sangue e compie l’Opera dell’Eterno fiaccamente.» (Isaia)

Molto è stato detto e molto si è scritto sull’ultimo secolo del secondo millennio; tra tutti questi messaggi ho il piacere di riportarne uno particolarmente interessante: si tratta della cosiddetta “Profezia del codice spagnolo”, rintracciata, sembra, alla fine dell’Ottocento. La parte più significativa del messaggio è la seguente:

«Quando il sole entrerà nel primo quarto della sommità i servi saliranno sulle barricate contro i padroni. E sangue scorrerà sulla bianca città. (La città Bianca attorno al Cremlino) Quando il sole entrerà nell’ultimo quarto, saranno i padroni a salire sulle barricate contro i servi, nella terra dei vitelli. (si intende l’Italia e va ricordata “la marcia dei quarantamila”) Intanto molti servi saranno diventati padroni, e molti padroni saranno rosicchiati al punto da diventare servi…. Sangue scorrerà, come mai rivoluzione non ha visto, dai tempi di Caino. L’ovile sarà allora un lupanare di ladri, malfattori e idioti dottorati, scelti da un popolo senza cervello. Guardatevi allora da chi dice di difendere la casa e il lavoro. Guardatevi dai bianchi, dai rossi e dai neri perché provengono dalla stessa magna latrocinia. Dalle barricate sorgerà un uomo saggio che darà mazzate a destra e a sinistra, che porterà giustizia e mozzerà molte lingue.» (don Bosco)

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